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E’ pronto il nuovo Colosseo dopo gli interventi di restauro della facciata. L’intervista a Diego della Valle

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Le operazioni di restauro del Colosseo, che il gruppo Tod’s ha finanziato con 25 milioni di euro, si sono concluse. Prossimi impegni: la realizzazione di un Centro servizi, interrato e quindi non invasivo dal punto di vista estetico, indispensabile punto di riferimento logistico per la grande massa dei visitatori e l’illuminazione notturna del Colosseo. Su Corriere della Sera l’intervista a Diego della Valle, presidente e amministratore delegato del gruppo che ha finanziato il restauro e la messa in sicurezza di uno dei monumenti più famosi al mondo.Leggi l’articolo

Contenitore e contenuto. Una nuova vita per il Teatro Severi

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L’articolo illustra il progetto di recupero e rifunzionalizzazione di teatro Severi, costruito nell’800 con una pregevole facciata novecentesca con stilemi liberty. Dopo anni di sottoutilizzo e progressivo degrado il Teatro ha visto una nuova luce con un programma funzionale che porterà ad un completo recupero inserendo diverse attività per garantire continuità nella fruizione con il coinvolgimento di vari soggetti sia pubblici che privati ospitando, oltre al teatro vero e proprio, sale riunioni da 20 a 100 posti sedi di associazioni e luoghi espositivi.Leggi l’articolo

Riscoprire la cura: un nuovo inizio. Il restauro timido di Marco Ermentini

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Proviamo a guardare cosa accade nelle nostre città, nel nostro paesaggio, pensandoci bene il disastro davanti ai nostri occhi è spesso un problema di mancanza di cura, d’incuria, di disamore. C’è un abitare indifferente alle cose e agli altri. La nostra condizione di fragilità necessita la cura. Rimettere la cura al centro del pensiero e dell’azione è fondamentale per noi. È un grande cambiamento: il progettista da guaritore miracoloso e frettoloso diviene curatore attento e paziente.

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Strategie di recupero del patrimonio rurale emiliano post sisma. Il recupero di Villa Prospera.


Il recupero di Villa Prospera è materia per chi, di patrimonio rurale, nasconda un malcelato e istintivo interesse. Spesso considerata come secondaria quando non addirittura sottovalutata dagli stessi committenti, l’accezione di rurale ha da sempre portato avanti nel suo piccolo, una tradizione costruttiva di rilievo, affinata nei secoli seppur fondata su necessità primarie, segnate da fattori di utilità immediata e diretta quale la gestione dei fondi agrari della Pianura Padana.

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Fusioni e accorpamenti dal MIBACT al fine di migliorare il buon andamento dell’amministrazione di tutela del patrimonio culturale

[…] “Al fine di migliorare il buon andamento dell’amministrazione di tutela del patrimonio culturale, sono istituite le Soprintendenze Archeologia, belle arti e paesaggio, quale risultato della operazione di fusione e accorpamento, su tutto il territorio nazionale, delle Soprintendenze Archeologia e delle Soprintendenze Belle arti e paesaggio. Conseguentemente, è disposta la fusione della Direzione generale Archeologia e della Direzione generale Belle arti e paesaggio in una sola struttura dirigenziale di livello generale, denominata Direzione generale Archeologia, belle arti e paesaggio. (Art. 1 comma 2)

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Progetto di riqualificazione di un borgo. Il “castello” di Inverigo.

Il borgo storico oggetto d’intervento si compone di un insieme di diversi edifici frutto delle stratificazioni storiche cumulatasi nell’arco dei secoli: un antico castrum, nato come fortificazione medievale nel X sec. e poi trasformato in Villa nel ‘700. Uno scenario naturale e paesaggistico di grande suggestione attraversato dal Viale dei Cipressi, a breve distanza dal lago di Como, dal confine con la Svizzera e collegato in maniera ottimale con Milano. Villa Crivelli, comunemente chiamata dagli abitanti di Inverigo, “Il Castello” si presenta come un complesso residenziale all’interno di un territorio di grande valore.

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Pulitura laser per Agnolo Gaddi. Basilica di Santa Croce a Firenze

03. Il sistema Thunder Art durante le operazioni di pulitura.

Il cantiere di restauro degli affreschi rappresentanti la Leggenda della Vera Croce, realizzati alla fine del XIV secolo sulle pareti della Cappella Maggiore della Basilica di Santa Croce a Firenze, opera della feconda bottega pittorica di Agnolo Gaddi, è nato grazie al concorso di molte forze economiche, tecnologiche e scientifiche. Il ciclo di affreschi si estende su una superficie di circa 1.000 metri quadrati e non aveva mai subito interventi moderni di restauro veri e propri. Si hanno notizie solo di una ricognizione eseguita dalla bottega del Benini nel 1946 e di un intervento della bottega Rosi-Tintori, dopo l’alluvione nel 1966, quando le acque dell’Arno raggiunsero il basamento delle pareti della Cappella. Molto chiare, invece, sono le tracce di interventi antichi, ottocenteschi, di cui peraltro non sussistono documentazioni o tracce storiche.

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La chiesa di vetro. La storia e l’intervento di restauro.

Electa pubblica un volume dedicato alla chiesa della Nostra Signora della Misericordia di Baranzate, edificata tra il 1956 e il 1958 da un team di progettisti composto da Angelo Mangiarotti, Bruno Morassutti e Aldo Favini. Chiamata Chiesa di vetro per il suo involucro architettonico, la chiesa di Baranzate, come scrive Rafael Moneo nella prefazione del testo, “si avvicina, perlomeno nelle intenzioni, al tempio greco”, perfetto nelle forme e nell’impiego della conoscenza tecnica. Questo edificio sacro, costruito senza la pretesa di comunicare emozioni ai fedeli, si configura anche come un significativo preludio alla produzione dello spazio modulare e all’uso del cemento armato precompresso.

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Le opere di consolidamento statico pensate in un palazzo in corso di restauro. L’editoriale di Cesare Feiffer

Recentemente, visitando un palazzo in corso di restauro, sono rimasto pietrificato nell’esaminare le opere di consolidamento statico pensate e in parte realizzate da un noto ingegnere (in)civile di quella città. In tanti anni non mi è mai capitato di assistere ad un massacro del genere: cordoli in cemento armato all’interno di tutti i muri, nuovi solai con putrelle di ferro di sezione esagerata, capriate in acciaio inserite tra una vecchia capriata e l’altra, rinnovo di tutta la struttura secondaria e minuta dei tetti, tiranti fissati in resina nelle murature e posti in orizzontale, in verticale e a 45 gradi, nuove murature con mattoni a macchina e malta cementizia in sostituzione di quelle esistenti in pietra e calce, tracce per l’alloggiamento degli impianti aperte su murature medievali per tutta l’altezza dell’edificio, ecc.

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