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Pulitura di beni culturali. Nuovi sistemi laser si affacciano al mercato

redazElen(800x)

Negli ultimi decenni nel campo della conservazione dei Beni Culturali vengono utilizzate tecnologie sempre più nuove e all’avanguardia studiate per rendere più semplice ed efficace il lavoro dei restauratori. Fra queste va annoverata la tecnologia laser che rappresenta un innovativo metodo di pulitura ed è utilizzata ormai ampiamente in molti cantieri di restauro su elementi lapidei, manufatti metallici, oggetti di pregio in metallo dorato, legno ridipinto ed altri supporti. Nel corso degli anni sono stati condotti da importanti Istituti di Ricerca nazionali ed internazionali degli studi specifichi sull’interazione laser-materia e sull’ottimizzazione dei parametri in gioco in modo da ottenere sistemi specifici per essere utilizzati su manufatti preziosi ed unici senza arrecare alcun danno né di tipo termico né di tipo meccanico al substrato.

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Il restauro di Villa Ada. Il bunker dei Savoia.

Villa Ada Savoia, è oggi un grande parco di 160 ettari, in parte agibile e in parte diventato ormai un bosco selvaggio nella cui parte più fitta si nasconde l’accesso al bunker costruito per la famiglia reale nella seconda metà degli anni Trenta. Originariamente agli ambienti sotterranei vi si accedeva o “da un tombino all’interno della villa o da una botola ai piedi della grande palma di fronte alla facciata posteriore”, come raccontò la camerista della Regina Elena.

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Pulitura laser per Agnolo Gaddi. Basilica di Santa Croce a Firenze

03. Il sistema Thunder Art durante le operazioni di pulitura.

Il cantiere di restauro degli affreschi rappresentanti la Leggenda della Vera Croce, realizzati alla fine del XIV secolo sulle pareti della Cappella Maggiore della Basilica di Santa Croce a Firenze, opera della feconda bottega pittorica di Agnolo Gaddi, è nato grazie al concorso di molte forze economiche, tecnologiche e scientifiche. Il ciclo di affreschi si estende su una superficie di circa 1.000 metri quadrati e non aveva mai subito interventi moderni di restauro veri e propri. Si hanno notizie solo di una ricognizione eseguita dalla bottega del Benini nel 1946 e di un intervento della bottega Rosi-Tintori, dopo l’alluvione nel 1966, quando le acque dell’Arno raggiunsero il basamento delle pareti della Cappella. Molto chiare, invece, sono le tracce di interventi antichi, ottocenteschi, di cui peraltro non sussistono documentazioni o tracce storiche.

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Conservazione del patrimonio urbano. ECOBIX per centri storici più puliti.

La conservazione di un sito di interesse architettonico, come i centri storici e monumentali delle grandi città italiane, passa senza dubbio attraverso un’attenta opera di mantenimento del decoro urbano. Smog, graffiti, scritte vandaliche, chewing-gum, deiezioni animali e mozziconi sono i principali antagonisti di piazze, viali e monumenti.

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Giacomo Balla. Con la tecnologia laser scoperto un dipinto sotto una spessa ridipintura.

Il retro del quadro prima della pulitura laser

I solventi non erano riusciti nel loro intento: sembrava impossibile rimuovere gli spessi strati di vernice che nascondevano alla vista una scena sul retro di una tela pre-futurista firmata dal pittore Giacomo Balla. Si poteva chiaramente intuire la presenza di un dipinto anche sul retro ma una densa distribuzione di ampie e sovrapposte pennellate di diversi colori ne nascondevano i dettagli. A prima vista, questa rozza ridipintura non aveva alcun intento artistico ma suggeriva piuttosto che il retro della tela di Balla fosse stato usato come area in cui pulire i pennelli durante l’esecuzione di un altro dipinto.

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Le mura di Malta. Valorizzazione e pulitura di un patrimonio storico.

12. Fase di pulitura
In virtù della particolare posizione occupata nel cuore del Mediterraneo, l’isola di Malta è sempre stata al centro delle fitte trame della storia. Prima greca, poi romana, bizantina in seguito e poi araba, venne riconsegnata alla cristianità ad opera dei cavalieri Ospitalieri che ne conservarono il dominio in nome del Regno di Sicilia fino alla conquista francese prima e inglese poi, per arrivare alla definitiva indipendenza solo negli anni Settanta del Novecento.

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Le dorature del Ghiberti. Al Battistero di Firenze la tecnologia laser per scoprire i segreti delle formelle

Un particolare della Tentazione di Cristo durante il restauro [courtesy Opera di Santa Maria del Fiore, foto Antonio Quattrone].
L’oro nascosto da 600 anni nelle formelle della Porta Nord del Battistero di Firenze riemerge in tutto il suo splendore. L’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, su incarico dell’Opera di Santa Maria del Fiore, sta conducendo il restauro della Porta con risultati eccezionali e inaspettati: sotto le incrostazioni superficiali, infatti, sta tornando alla luce la doratura che rivestiva le parti in rilievo delle 28 formelle. A differenza della successiva Porta del Paradiso, sempre del Ghiberti, in cui le formelle sono totalmente dorate ad amalgama, per la Porta Nord l’artista decise di dorare solo i rilievi scultorei lasciando il fondo bronzeo. Questa contrapposizione di colori crea un effetto di grande impatto visivo con le figure plastiche che emergono nettamente dal fondo scuro.

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Pulitura laser. Tornano a vivere i colori delle catacombe di Domitilla a Roma

Sistema Laser EOS COMBO durante l’utilizzo

Il Cubicolo “dei Fornai”, che si inserisce in un settore del primo piano della catacomba di Domitilla a Roma, è stato sottoposto a restauro per liberare gli affreschi che lo decorano da incrostazioni calcaree eterogenee che occultavano parzialmente o totalmente i dipinti murali. I diffusi fenomeni di carbonatazione, soprattutto di tipo scuro, oltre a causare un impoverimento della consistenza del supporto pittorico, ponevano un evidente problema di recupero della leggibilità delle policromie.

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Pulitura laser. Palazzo Reale di Patan in Nepal

L’intervento di conservazione del Palazzo Reale di Patan a Lalitpur in Nepal, edificio Patrimonio dell’Umanità UNESCO, è attualmente in fase di svolgimento ad opera dell’Istituto per la Conservazione di Vienna in collaborazione con il Kathmandu Valley Preservation Trust. In fase di progetto sono state eseguite alcune indagini scientifiche preliminari per la caratterizzazione petrografica della pietra rossa dei portali nord e sud e per l’analisi dello strato nero che li ricopriva, ossia bitume steso intenzionalmente nei decenni passati a scopo “conservativo”.

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Diagnostica e pulitura. Tecnologia italiana nel cuore d’America.

Il Mobile Lab è l’innovazione Ibix nel campo della diagnostica per il restauro. Un laboratorio portatile che apre ai professionisti le porte delle analisi delle superfici direttamente sul luogo dei lavori. Del Lab si avvalgono già alcune delle più prestigiose realtà legate al restauro a livello internazionale: il Ministero della Cultura della Repubblica di Malta, il Laboratoire de Recherche des Monuments Historiques Pôle Pierres del Ministero della Cultura Francese per citare alcuni fra i più prestigiosi, e l’Architet of Capitol Institute, ente di conservazioni degli edifici del Campidoglio degli Stati Uniti.

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