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Una maggiore attenzione alla città “che produce”

Oggi le riflessioni sulle Smart city privilegiano il punto di vista degli abitanti e degli amministratori e tendono a ignorare la dimensione produttiva: la città che produce. La vera sfida futura è però capire come utilizzare la tecnologia anche per rendere le aziende che operano in città più efficaci e competitive: la città sta infatti diventando il cuore della nuova economia dei servizi e richiede nuove infrastrutture e potenti piattaforme per condividere la conoscenza.

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Come ricavare valore economico dal nostro patrimonio storico e artistico. L’editoriale di Cesare Feiffer

Borgo di Colletta di Castelbianco

>Fin dall’epoca dei “giacimenti culturali”, quando sembrava di aver scoperto in Italia miniere inesplorate di sconfinato valore economico, il tema centrale nel campo dei beni culturali, e ancor più oggi in questi anni di crisi, è quello della “valorizzazione”, ossia come ricavare valore economico dal nostro patrimonio storico e artistico. Ne parlano i politici del Palazzo e quelli del bar (spesso più concreti e preparati), i proprietari privati e quelli che gestiscono patrimoni pubblici, i tecnici che operano e quelli che insegnano, chi è coinvolto nel turismo e chi ne è travolto. Il tema è noto ed è quello di come far rendere di più e meglio le infinite “bellezze” che noi italiani, nonostante una gestione scellerata di tutto, dal paesaggio agli oggetti di un qualsiasi museo, abbiamo ancora la fortuna di avere integre.
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Art Bonus fisso al 65 % per il 2016

Courtesy Opera di Santa Maria del Fiore, foto Leonardo Rossi

Il disegno di legge Stabilità 2016 rende permanente – e all’aliquota del 65% – il credito di imposta introdotto per il triennio 2014-2016.
Viste le numerose richieste e il grande successo riscosso dall’ArtBonus in tutto il Paese, viene resa permanente l’agevolazione fiscale del 65% per le erogazioni liberali a sostegno della cultura. L’Art Bonus riconosce un credito d’imposta del 65% dell’importo donato per il finanziamento di interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici; per il sostegno a istituti e luoghi della cultura pubblici, fondazioni lirico sinfoniche, teatri di tradizione; nonché per la realizzazione, il restauro e il potenziamento di strutture di enti e istituzioni pubbliche dello spettacolo.
Il fondo, con cui sono già stati finanziati l’Arena del Colosseo, l’ampliamento degli Uffizi e altri progetti di interesse nazionale, e impegnato nel 2015 e 2016 per 30 e 50 milioni viene aumentato a 70 milioni per il 2017 e a 65 milioni dal 2018. Confermato, inoltre, il nuovo fondo di 100 milioni annui dal 2016 per interventi di tutela del patrimonio storico artistico della Nazione.

beniculturali.it

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