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Copertura con sistema di isolamento termico ventilato della Basilica di Agliate

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La Basilica di Agliate, gioiello architettonico di stile romanico con struttura a tre navate, è stata costruita fra il X ed il XIII secolo. Accanto alla Basilica, edificato nello stesso stile, sorge il Battistero con pianta irregolare a nove lati e copertura a volta con otto spicchi. Dall’ultimo intervento di manutenzione del tetto, che risale agli anni ’70 del secolo scorso, nel corso dei decenni il manto di copertura della Basilica è andato progressivamente deteriorandosi, a causa del costante spostamento dei coppi non adeguatamente fissati alla struttura e della rottura di alcuni di essi per gli effetti del tempo e di fattori ambientali, provocando preoccupanti e dannose infiltrazioni d’acqua. Leggi l’articolo

Il restauro della copertura dell’ex-macello di Padova

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Il complesso architettonico costruito all’inizio del Novecento a Padova come struttura funzionale adibita a mattatoio, fu progettato dall’Ing. Alessandro Peretti per sostituire l’ormai insufficiente macello realizzato da Giuseppe Jappelli. Il progetto era caratterizzato da una particolare e articolata planimetria con i vari edifici disposti ai lati di un’asse centrale, ispirandosi al modello di mattatoio realizzato negli stessi anni ad Offenbach in Germania. L’ingresso principale dell’edificio, originariamente adibito alla prima visita del bestiame, è costituito da un portico colonnato che unisce due corpi di fabbrica: sulla sinistra si trova l’edificio che ospitava l’abitazione del custode e i locali per le guardie daziarie e di città, mentre a destra la costruzione destinata agli uffici, la pesa e l’abitazione del direttore, edificio che dal 2009, dopo il restauro, accoglie il Planetario. Leggi l’articolo

Copertura Arena di Verona. I tre progetti che hanno vinto il concorso e che non sono piaciuti a Vittorio Sgarbi

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Il Concorso Internazionale di idee per la copertura dell’Anfiteatro romano, patrimonio culturale nazionale e simbolo della città veneta, era stato bandito lo scorso marzo con l’obiettivo di garantire la protezione del monumento dagli agenti atmosferici e una sua migliore conservazione, migliorandone la fruibilità. Leggi l’articolo

Palazzo delle colonne. Isolamento termico della copertura.

La “Casa delle colonne” ubicata sul centralissimo Corso Matteotti a Torino è un edificio residenziale di elevato pregio architettonico ed elevato valore storico-artistico, ricco di storia e oggetto di interventi di ricostruzione a seguito dei bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. L’edificio originale, costruito nel 1853, fu uno dei primi progetti residenziali di Alessandro Antonelli e presenta caratteristiche e tecnologie costruttive e tipologiche che si ritroveranno successivamente in molta architettura torinese del tempo.

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Rinforzo strutturale. Miglioramento sismico del solaio di copertura di una cripta.

La Chiesa di San Marcellino a Parma risale al XV secolo e, ormai dismessa dal 1928, attualmente è adibita a spazio espositivo per mostre e installazioni temporanee. Nell’ambito della rassegna relativa all’artista Claudio Parmigiani che ha scelto l’edificio di culto per l’opera dal titolo “Naufragio con spettatore”, è stato necessario rinforzare il solaio di copertura della cripta che avrebbe dovuto sopportare un carico relativo ad una barca a vela di 14 metri e il relativo supporto.

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Palazzo Valloni a Rimini. Isolamento e impermeabilizzazione in copertura

Il palazzo, risalente al Settecento, fu fatto costruire nel centro di Rimini dai fratelli Domofonte e Aurelio della nobile famiglia Valloni. Gravemente danneggiato dal terremoto del 1776, ne fu ricostruita la facciata nel 1787 in stile neoclassico su un progetto dell’architetto Giuseppe Valadier. Nel 1916 un nuovo terremoto provocò gravi danni all’edificio, rendendo necessario il risanamento che nel 1920, su progetto dell’Architetto Addo Cupi, portò alla trasformazione del palazzo, destinandone l’uso dei locali a pianterreno a sala cinematografica, mentre ai piani superiori trovarono ubicazione gli uffici della Congregazione di Carità e del Comune. Il cinema Fulgor è stato frequentato assiduamente dal giovane Federico Fellini che lo ha evocato nei suoi film “Amarcord” e “Roma”. L’edificio, colpito da una bomba durante la seconda guerra mondiale, è stato oggetto di interventi di ripristino ed adeguamenti parziali, frammentari che hanno snaturato la struttura del cinema, lasciando prive di riqualificazione buona parte del complesso che versava, da decenni, in stato di abbandono.

Isolamento della copertura. Intervento su uno squero veneziano

(photo Diego Fabris)

Lo “squero” veneziano è il tipico cantiere per imbarcazioni a remi della città di Venezia. In origine, il termine squero indicava genericamente il cantiere navale per la costruzione, la manutenzione e il ricovero delle imbarcazioni di ogni dimensione, sia a remi che a vela, spaziando dai piccoli “sandoleti” fino alle grandi galee da guerra. Con l’accentramento nell’Arsenale dell’attività cantieristica per le navi più grosse, sia militari che mercantili, l’ambito degli squeri si specializzò sulle imbarcazioni più piccole, di uso privato. L’intervento descritto riguarda il restauro di uno di questi vecchi manufatti, situato nell’isola di San Giorgio Maggiore e rivolto ad est verso la Laguna. Realizzato tra il 1830 e il 1879, è stato oggetto di un intervento di restauro negli anni Cinquanta del secolo scorso e da successivi interventi localizzati dal 1965.

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Coperture in coppi. Il restauro al Castello di Montechiarugolo

Il castello di Montechiarugolo, in provincia di Parma, sorge sul luogo dove in origine si trovava un avamposto militare di proprietà delle diverse famiglie che si alternarono alla guida della città, finché nel 1348 venne acquistata da Luchino Visconti, entrando così a far parte del Ducato Milanese. Nel 1406 il feudo di Montechiarugolo venne concesso dal duca di Milano Gian Maria Visconti a Guido Torelli, che ingrandì e potenziò sia la rocca che il borgo. Il castello sorse molto probabilmente tra il 1410 ed il 1420, laddove esistevano solo la torre ed alcuni recinti difensivi e fu ampliato tra il XVI e il XVII secolo, quando divenne una residenza castellana, poi adibito a fortezza di guardia del confine con lo stato estense di Modena. Nel 1867 il castello fu acquistato dalla famiglia Marchi, tuttora proprietaria.

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