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consolidamento

Adeguamento sismico. Ruregold per un edificio scolastico a Modena

Materiali stoccati in cantiere

L’intervento di adeguamento sismico dell’edificio scolastico ITCS J Barozzi a Modena è stato eseguito con tecnologia FRCM e riguarda una porzione del fabbricato destinata ad aule, in particolare i pilastri del primo interpiano. Realizzato nel 1954, l’immobile presenta una pianta a “C” con diversi corpi di fabbrica separati da giunti strutturali, ed è composto di un piano seminterrato e tre fuori terra. La struttura è impostata su un telaio regolare in c.a. con pilastri, travi ribassate e interposti solai in laterocemento, alcuni monodirezionali ed altri bidirezionali (a seconda delle luci). La necessità di adeguare staticamente e sismicamente l’edificio, e di operare alcuni interventi a livello impiantistico, connessi ad una nuova distribuzione degli spazi e delle funzioni, ha dato il via ad una campagna di indagini (sia documentali che strumentali) per verificare le carenze strutturali e predisporre conseguentemente un progetto conforme a quanto previsto nelle NTC08.
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Consolidamento strutturale. Rinforzi di sistemi voltati

volta ad ombrello

Localizzato nel centro del Comune di Chiari (BS), l’orfanatrofio femminile ex derelitte è una struttura distribuita su tre livelli, composta da due piani fuori terra e sottotetto, ed organizzata a corte con quattro blocchi. All’interno della corte esiste un magazzino ad un piano. Il progetto prevedeva un restauro conservativo, un consolidamento strutturale e un miglioramento sismico dei corpi principali dell’edificio mentre per il magazzino, di scarso pregio architettonico, un intervento di demolizione e ricostruzione con aumento di volume. L’immobile, attualmente caratterizzato da un elevato degrado con crolli diffusi, dopo l’intervento di restauro e riqualificazione, avrà una destinazione prettamente sociale.
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Opere in copertura. San Michele Arcangelo a Mattaleto


Le prime notizie del borgo di Mattaleto, nei dintorni di Langhirano nel parmense, risalgono al 927. La chiesa sembra sia stata fondata, inizialmente come cappella, addirittura nel periodo longobardo, al quale risalirebbe la devozione antichissima a San Michele Arcangelo. Se ne hanno notizie costanti fino al XVIII secolo, quando ne venne ordinata la ricostruzione nelle forme in cui la vediamo oggi. Ancora, sul finire del XIX secolo, la chiesa viene sottoposta a un rinnovo generale, che vede coinvolti gli spazi interni, le decorazioni delle superfici e la facciata.
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Ancoraggi con calza. La cupola del Buon Pastore a Brescia.


Pregevole esempio del barocco bresciano, la Chiesa di Santa Maria della Carità, più conosciuta come «chiesa del Buon Pastore» per la vicinanza con l’omonimo monastero, fu abitato dalle suore di clausura fino al 1998 e oggi occupato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore. Edificata a partire dal 1640 su progetto dell’architetto Agostino Avanzo, la struttura subì importanti rifacimenti dal 1730. La pianta dell’edificio è ottagonale con un asse principale favorito dall’allineamento dell’ingresso e del grande altare maggiore. Esternamente la facciata della chiesa è di genere tradizionale e non tradisce la conformazione ottagonale interna. Il colore dominante è l’ocra, che diventa giallo chiaro in corrispondenza delle lesene, che dividono la facciata in due ordini: lesene doriche su quello inferiore e corinzie su quello superiore. Sull’asse centrale si aprono il portale d’ingresso e, al di sopra, un grande finestrone rettangolare, mentre un timpano triangolare corona l’intera facciata.

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