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Brianza Plastica

Il restauro della copertura dell’ex-macello di Padova

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Il complesso architettonico costruito all’inizio del Novecento a Padova come struttura funzionale adibita a mattatoio, fu progettato dall’Ing. Alessandro Peretti per sostituire l’ormai insufficiente macello realizzato da Giuseppe Jappelli. Il progetto era caratterizzato da una particolare e articolata planimetria con i vari edifici disposti ai lati di un’asse centrale, ispirandosi al modello di mattatoio realizzato negli stessi anni ad Offenbach in Germania. L’ingresso principale dell’edificio, originariamente adibito alla prima visita del bestiame, è costituito da un portico colonnato che unisce due corpi di fabbrica: sulla sinistra si trova l’edificio che ospitava l’abitazione del custode e i locali per le guardie daziarie e di città, mentre a destra la costruzione destinata agli uffici, la pesa e l’abitazione del direttore, edificio che dal 2009, dopo il restauro, accoglie il Planetario. Leggi l’articolo

Palazzo Valloni a Rimini. Isolamento e impermeabilizzazione in copertura

Il palazzo, risalente al Settecento, fu fatto costruire nel centro di Rimini dai fratelli Domofonte e Aurelio della nobile famiglia Valloni. Gravemente danneggiato dal terremoto del 1776, ne fu ricostruita la facciata nel 1787 in stile neoclassico su un progetto dell’architetto Giuseppe Valadier. Nel 1916 un nuovo terremoto provocò gravi danni all’edificio, rendendo necessario il risanamento che nel 1920, su progetto dell’Architetto Addo Cupi, portò alla trasformazione del palazzo, destinandone l’uso dei locali a pianterreno a sala cinematografica, mentre ai piani superiori trovarono ubicazione gli uffici della Congregazione di Carità e del Comune. Il cinema Fulgor è stato frequentato assiduamente dal giovane Federico Fellini che lo ha evocato nei suoi film “Amarcord” e “Roma”. L’edificio, colpito da una bomba durante la seconda guerra mondiale, è stato oggetto di interventi di ripristino ed adeguamenti parziali, frammentari che hanno snaturato la struttura del cinema, lasciando prive di riqualificazione buona parte del complesso che versava, da decenni, in stato di abbandono.

Impermeabilità e sigillatura alla polvere e all’aria. Le caratteristiche del pannello ISOTEC XL plus

Realizzato in schiuma poliuretanica espansa rigida, che garantisce un’alta resistenza termica, il pannello ISOTEC XL plus di Brianza Plastica nasce come evoluzione del pannello ISOTEC XL, di cui mantiene tutte le caratteristiche tecniche, tra cui l’altezza maggiorata del correntino in Aluzinc che, con i suoi 4 cm, assicura una ventilazione sottotegola pari a oltre 200 cmq/m di gronda. L’evoluzione “plus” consiste nella guarnizione in PVC, preapplicata sotto al correntino metallico, che incrementa la resistenza alle eventuali infiltrazioni accidentali dovute a rotture del manto di copertura in laterizio.

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La nuova copertura dell’abbazia di Santo Stefano ad Isola della Scala (VR)

Poco si sa della preesistente struttura, forse romanica, dell’antichissima Pieve di Isola della Scala, la cui origine è stata più volte accertata e documentata. La prima pietra della nuova parrocchiale venne posata il 25 aprile del 1578, per concludersi ben 41 anni dopo, nel 1619. La chiesa così costruita è orientata liturgicamente verso occidente e consiste in un’unica navata di eccezionale ampiezza (51,7 x 21,8 x 15,6 m). Lungo le pareti interne trova posto una decorazione parietale databile alla fine del Cinquecento e costituita da una sorta di “travata ritmica” d’ordine ionico che incornicia le varie nicchie laterali con altari, ricavate entro lo spessore murario della fabbrica. Le paraste ioniche che la caratterizzano, leggermente aggettanti sui lati della navata, sono arricchite da decorazioni ad affresco riproducenti candelabre ed altri motivi allegorici del tardo rinascimento.
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Conduttività termica. Le caratteristiche del pannello Isotec

Grazie ad un costante lavoro di ricerca e sviluppo, Brianza Plastica ha reso il pannello ISOTEC sempre più performante: ad oggi, infatti, è possibile dichiarare per questo prodotto, una conduttività termica dichiarata λD di 0,023 W/(mK), secondo la normativa UNI EN 13165:2013. Si tratta, per l’azienda, di un risultato importante, che conferma la qualità di questo sistema di isolamento che si appresta a compiere, il prossimo anno, trent’anni dalla sua prima apparizione sul mercato.

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Coperturedanneggiate. Una scuola degli anni ‘20

L’edificio che ospita la scuola Bettino Ricasoli, a Terranuova Bracciolini, è stato realizzato negli anni Venti, su progetto dell’architetto Lamberto Furiosi. La struttura, di due piani, presenta una forma compatta a C. Sulle ali laterali, rivolte rispettivamente ad est e ad ovest, si trovano i due ingressi principali, originariamente separati per l’utenza maschile e femminile; un ingresso di servizio si trova invece sul lato nord. Il prospetto principale dell’edificio, affacciato su Piazza Liberazione, si distribuisce ai lati di un elemento centrale in rilievo, concluso in alto da un timpano. L’edificio si presenta nel complesso ben conservato, nell’impianto e nelle strutture, ad eccezione di alcuni elementi che nel tempo sono stati sostituiti, come la copertura e i serramenti risalenti agli anni Settanta.

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Opere in copertura. San Michele Arcangelo a Mattaleto


Le prime notizie del borgo di Mattaleto, nei dintorni di Langhirano nel parmense, risalgono al 927. La chiesa sembra sia stata fondata, inizialmente come cappella, addirittura nel periodo longobardo, al quale risalirebbe la devozione antichissima a San Michele Arcangelo. Se ne hanno notizie costanti fino al XVIII secolo, quando ne venne ordinata la ricostruzione nelle forme in cui la vediamo oggi. Ancora, sul finire del XIX secolo, la chiesa viene sottoposta a un rinnovo generale, che vede coinvolti gli spazi interni, le decorazioni delle superfici e la facciata.
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Isolamento della copertura. Intervento su uno squero veneziano

(photo Diego Fabris)

Lo “squero” veneziano è il tipico cantiere per imbarcazioni a remi della città di Venezia. In origine, il termine squero indicava genericamente il cantiere navale per la costruzione, la manutenzione e il ricovero delle imbarcazioni di ogni dimensione, sia a remi che a vela, spaziando dai piccoli “sandoleti” fino alle grandi galee da guerra. Con l’accentramento nell’Arsenale dell’attività cantieristica per le navi più grosse, sia militari che mercantili, l’ambito degli squeri si specializzò sulle imbarcazioni più piccole, di uso privato. L’intervento descritto riguarda il restauro di uno di questi vecchi manufatti, situato nell’isola di San Giorgio Maggiore e rivolto ad est verso la Laguna. Realizzato tra il 1830 e il 1879, è stato oggetto di un intervento di restauro negli anni Cinquanta del secolo scorso e da successivi interventi localizzati dal 1965.

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Coperture in coppi. Il restauro al Castello di Montechiarugolo

Il castello di Montechiarugolo, in provincia di Parma, sorge sul luogo dove in origine si trovava un avamposto militare di proprietà delle diverse famiglie che si alternarono alla guida della città, finché nel 1348 venne acquistata da Luchino Visconti, entrando così a far parte del Ducato Milanese. Nel 1406 il feudo di Montechiarugolo venne concesso dal duca di Milano Gian Maria Visconti a Guido Torelli, che ingrandì e potenziò sia la rocca che il borgo. Il castello sorse molto probabilmente tra il 1410 ed il 1420, laddove esistevano solo la torre ed alcuni recinti difensivi e fu ampliato tra il XVI e il XVII secolo, quando divenne una residenza castellana, poi adibito a fortezza di guardia del confine con lo stato estense di Modena. Nel 1867 il castello fu acquistato dalla famiglia Marchi, tuttora proprietaria.

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