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Stanze di Raffaello: la nuova illuminazione nell’era digitale

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Dopo la Cappella Sistina anche le Stanze di Raffaello risplendono di nuova luce. Sono stati accesi oggi per la prima volta i 2400 LED che consentiranno di ammirare come mai prima d’ora gli affreschi realizzati dal Genio di Urbino. La nuova illuminazione progettata da OSRAM, azienda leader mondiale nel settore, è stata presentata dalla dott.ssa Barbara Jatta, Direttore dei Musei Vaticani, dal prof. Antonio Paolucci, già Direttore dei Musei Vaticani, da Mons. Rafael Garcia de la Serrana Villalobos, Direttore dei Servizi Tecnici del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, da Mark Zwerner, portavoce del Presidente di Osram Olaf Berlien, da Carlo Maria Bogani, Direttore esecutivo del progetto OSRAM.Leggi l’articolo

L’ultima cena di Eataly. Restauro ambientale da 1 milione di euro per il Cenacolo di Leonardo

Il Cenacolo Vinciano nell’ ex-refettorio rinascimentale del convento adiacente al santuario di Santa Maria delle Grazie a Milano è riconosciuta essere un’opera fragile. Il dipinto parietale, dal 1980 è patrimonio UNESCO, ogni giorno va incontro a un lento degrado a causa delle polveri sottili che ognuna delle 400.000 persone che possono vedere il dipinto ogni anno porta con sé, rischiando alla lunga di privare il nostro Paese di uno dei suoi capolavori più straordinari.Leggi l’articolo

Pulitura laser per Agnolo Gaddi. Basilica di Santa Croce a Firenze

03. Il sistema Thunder Art durante le operazioni di pulitura.

Il cantiere di restauro degli affreschi rappresentanti la Leggenda della Vera Croce, realizzati alla fine del XIV secolo sulle pareti della Cappella Maggiore della Basilica di Santa Croce a Firenze, opera della feconda bottega pittorica di Agnolo Gaddi, è nato grazie al concorso di molte forze economiche, tecnologiche e scientifiche. Il ciclo di affreschi si estende su una superficie di circa 1.000 metri quadrati e non aveva mai subito interventi moderni di restauro veri e propri. Si hanno notizie solo di una ricognizione eseguita dalla bottega del Benini nel 1946 e di un intervento della bottega Rosi-Tintori, dopo l’alluvione nel 1966, quando le acque dell’Arno raggiunsero il basamento delle pareti della Cappella. Molto chiare, invece, sono le tracce di interventi antichi, ottocenteschi, di cui peraltro non sussistono documentazioni o tracce storiche.

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