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Nuovi incatenamenti. Caratterizzazione dinamica ante e post intervento.

1. Chiesa San Giovanni Battista in Sottochiesa

L’utilizzo degli ancoraggi ad iniezione controllata con calza in modo diffuso per interventi finalizzati a migliorare il comportamento globale della fabbrica anche in funzione antisismica, è frequente negli edifici storici. Trattandosi di interventi sull’esistente, tra i diversi obiettivi che conducono alla corretta scelta progettuale vi è la necessità di non andare ad alterare gli importanti equilibri che caratterizzano il manufatto e, soprattutto in ambito sismico, di non andare a modificare, in modo significativo, la distribuzione delle rigidezze della struttura.

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Una torre campanaria incompiuta. Ancoraggi in murature storiche per la nuova struttura di protezione delle campane


La chiesa parrocchiale di Botta di Sotto il Monte è stata costruita tra il 1929 e il 1932, sul versante sud del Monte Canto. Il progetto originario, di Luigi Angelini, si arresta a metà degli anni Trenta, lasciando l’edificio incompiuto in diverse parti: non sarà costruito il volume esterno della sagrestia e la terminazione della torre campanaria, le facciate laterali saranno lasciate al rustico, senza intonaco e, internamente, non sarà realizzato il ricco apparato decorativo e scultoreo previsto (figura 1). I lavori di restauro, necessari da un alto per risolvere i problemi di degrado presenti ormai da decenni sull’involucro, e dall’altro per portare a compimento il progetto originario incompiuto, hanno interessato principalmente le coperture, le facciate e la torre campanaria.

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Diatoni artificiali ad espansione. Restauro e miglioramento sismico del Castello di Laurenzana

Il Castello Medioevale di Laurenzana (Pz)

Il castello medievale di Laurenzana si erge isolato sulla sommità di una rupe rocciosa al centro del piccolo abitato della Val Camastra in provincia di Potenza.
Il progetto e i lavori di messa in sicurezza dell’ingresso principale, primo passo verso la valorizzazione dell’intero complesso architettonico, hanno previsto una serie di interventi finalizzati al consolidamento e miglioramento sismico delle murature in elevazione. Rientra in questa prima fase di opere la realizzazione di diatoni artificiali ad espansione allo scopo di collegare i diversi paramenti costituenti le murature perimetrali, il cui spessore in alcuni punti si avvicina ai 2 metri, e ridurre la vulnerabilità delle pareti murarie.

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Museo delle antichità egizie di Torino. Nuove catene attive per la galleria dei re.

Importanti strutture voltate costituiscono gli orizzontamenti su grandi luci, di circa 8-9 metri, a copertura del piano terreno e del piano primo delle maniche lato via Accademia delle Scienze e lato via Principe Amedeo (figura 1) del complesso architettonico denominato Palazzo del Collegio dei Nobili, sede del Museo delle Antichità Egizie di Torino (figura 2). Approfondimenti conoscitivi condotti sia a livello documentale che attraverso indagini sul manufatto hanno permesso di valutare la condizione degli elementi strutturali e di progettare i necessari interventi di consolidamento e rinforzo.

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Ancoraggi con calza. L’intervento a Sant’Agata del Carmine a Bergamo

Tra gli edifici religiosi più importanti della città antica, la Chiesa di Sant’Agata del Carmine si trova sulla via principale di Bergamo Alta. A navata unica, l’edificio presenta una serie di cappelle laterali; tra queste la più importante e imponente è la Cappella Juvarra. Conseguentemente ad alcuni lavori di scavo a confine con la Chiesa, eseguiti in passato, l’edificio ha iniziato a presentare cedimenti strutturali, con formazione di lesioni lungo il lato sinistro della navata.
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Uffizi, la Sala della Niobe. Lavori di consolidamento della struttura di sostegno del pavimento.

Le prime avvisaglie di un dissesto nella pavimentazione della Sala della Niobe risalgono all’anno 2011 quando vennero notati alcuni avvallamenti e cedimenti localizzati principalmente in corrispondenza dei basamenti delle statue. Vennero eseguite indagini non distruttive, estese a tutta la sala: i risultati confermarono il buono stato di conservazione delle volte principali, portanti, mentre le voltine secondarie manifestarono un diffuso stato di sofferenza, possibile causa, insieme alla presenza di un riempimento in materiali di risulta incoerente ed eterogeneo, dei fenomeni di cedimento differenziale in atto. Sulla base del quadro conoscitivo risultante dalle indagini preliminari, è stato realizzato il progetto definitivo ma la definizione esecutiva dello stesso, affidata all’impresa appaltatrice ed alla consulenza del Prof. Ing. Sergio Lagomarsino, è stata effettuata a «cantiere aperto».

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Ancoraggi con calza. La cupola del Buon Pastore a Brescia.


Pregevole esempio del barocco bresciano, la Chiesa di Santa Maria della Carità, più conosciuta come «chiesa del Buon Pastore» per la vicinanza con l’omonimo monastero, fu abitato dalle suore di clausura fino al 1998 e oggi occupato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore. Edificata a partire dal 1640 su progetto dell’architetto Agostino Avanzo, la struttura subì importanti rifacimenti dal 1730. La pianta dell’edificio è ottagonale con un asse principale favorito dall’allineamento dell’ingresso e del grande altare maggiore. Esternamente la facciata della chiesa è di genere tradizionale e non tradisce la conformazione ottagonale interna. Il colore dominante è l’ocra, che diventa giallo chiaro in corrispondenza delle lesene, che dividono la facciata in due ordini: lesene doriche su quello inferiore e corinzie su quello superiore. Sull’asse centrale si aprono il portale d’ingresso e, al di sopra, un grande finestrone rettangolare, mentre un timpano triangolare corona l’intera facciata.

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