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Museo del territorio diocesano a Sutri. Tracce di corten nella storia

Museo del territorio diocesano a Sutri. Tracce di corten nella storia

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Il tufo, la pietra tipica della provincia di Viterbo sui cui sorgono gli incantevoli borghi storici del centro Italia, l’impostazione medioevale mitigata solo in parte dagli interventi in epoche successive, i resti romani a testimonianza di un passato celebre che è arrivato sino a noi. Sutri è una delle mete più interessanti della Tuscia, quel territorio compreso tra Lazio, Toscana e Umbria che è stato riscoperto in questi anni dal turismo internazionale. Un panorama fatto di torri e mura merlate, di blocchi di pietra e fronti compatti, nel quale si inserisce il progetto dell’Arch. Romano Adolini, che ha portato alla riqualificazione dell’ex Episcopio, il palazzo che sorge nel Centro Storico a ridosso della Cattedrale, oggi trasformato in Nuovo Museo Diocesano. 

L’edificio di impronta medioevale, sede episcopale fino agli anni ottanta, ha subito nel tempo una serie di trasformazioni e ampliamenti  che ne hanno modificato l’immagine originaria. Il recente progetto di recupero, oltre agli interventi di consolidamento strutturale e di adeguamento impiantistico, è stato condotto secondo principi di restauro critico  filologico dell’edificio, senza mimetismi  stilistici, con una chiara datazione dell’intervento di restauro. I materiali, le superfici, i dettagli architettonici sono stati recuperati nella loro essenza, sia all’esterno che all’interno dell’edificio mentre le nuove integrazioni esprimono il linguaggio della contemporaneità.

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Per le nuove volumetrie come le rampe di collegamento interno, l’ascensore  e la scala di sicurezza  esterna, è stato utilizzato l’acciaio corten che garantisce un dialogo coerente tra vecchio e nuovo, un gioco di rimandi cromatici e confronti tattili tra le superfici. Per garantire la continuità materico-formale l’acciaio corten è stato scelto anche per gli infissi esterni, realizzati con profili EBE 65 di Secco Sistemi che hanno soddisfatto pienamente le esigenze estetiche e prestazionali di progettisti e committenti.

Nel segno della coerenza stilistica e materica del progetto, per tutte le aperture del palazzo sono stati scelti i profili EBE 65 di Secco Sistemi in acciaio corten. Sia nel caso di finestre singole dalle dimensioni più contenute, sia nelle grandi aperture ad arco tripartite, le caratteristiche del sistema hanno permesso di ottenere una continuità formale e un dialogo con gli altri materiali del progetto e allo stesso tempo di garantire prestazioni elevate pur nello spessore ridotto. Si tratta infatti di un sistema versatile, con il quale dare vita a geometrie e profili diversi, che ben si inserisce in contesti storici nei quali riesce a reinterpretarne l’essenza valorizzandone i caratteri architettonici. Nel caso del Museo Diocesano, le caratteristiche estetiche dei profili si armonizzano al meglio con le superfici grezze della partizione muraria. Dal punto di vista tecnologico, EBE 65, con profondità dei profili di 65mm nei quali alloggiare vetri isolanti fino a 48mm, sormonto interno e complanarità esterna tra anta e telaio, è un sistema con elevate prestazioni di isolamento e tenuta. Performance garantite dalla tecnologia della giunzione a taglio termico, in poliammide e poliuretano che permette a Secco sistemi di sviluppare profili strutturali forti con sezioni contenute.

Combinando infatti l’ampia scelta delle tipologie di apertura alla completa gamma di accessori, i profili EBE propongono numerose possibili varianti al design del serramento, impreziosite dalla qualità assoluta dei materiali disponibili: acciaio inox, acciaio zincato, acciaio corten e ottone brunito.

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