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L’Istituto degli Innocenti, prima struttura laica a operare per la tutela dei minori ha trasformato alcuni spazi in museo

L’Istituto degli Innocenti, prima struttura laica a operare per la tutela dei minori ha trasformato alcuni spazi in museo

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Il progetto del Museo degli Innocenti rappresenta la sintesi tra le istanze di uso contemporaneo degli spazi museali esistenti e la valorizzazione e rigenerazione di ambienti fino ad oggi non sfruttati a pieno. Il confronto progettuale con l’opera di Filippo Brunelleschi si è svolto escludendo posizioni ortodosse e fondamentaliste rivolte alla mera conservazione del bene, per adottare un approccio più riflessivo e interpretativo che vede nel bene monumentale una struttura della costante attività di progettazione e attuazione, che deve allo stesso tempo essere adeguata e salvaguardata. 

Il progetto ha implementato la struttura esistente dal punto di vista tecnologico, funzionale ed economico affinché la fabbrica e le sue attività sopravvivano nel tempo. La scelta di conferire all’intervento progettuale contemporaneo una forte identità, che però non compromettesse l’essenza della struttura architettonica preesistente, emerge in più punti del nuovo Museo degli Innocenti. Il progetto museologico e museografico si è posto l’obiettivo di accompagnare i visitatori attraverso un percorso che si origina dalla memoria dell’abbandono, richiamata dalla “nuova ruota degli esposti”, in una progressiva immersione in quell’unicum inscindibile in cui si intrecciano la memoria storica, artistica, architettonica ed emozionale dell’istituto.

Gli spazi che si trovano al di sotto della quota della piazza (impropriamente chiamati interrati), così come l’allestimento della Pinacoteca e la valorizzazione del Verone manifestano in maniera evidente tale volontà progettuale. In questi spazi l’intervento progettuale e l’opera architettonica di origine brunelleschiana sono perfettamente integrati ma allo stesso tempo riconoscibili e tra loro in armonia. Negli spazi dell’interrato la predisposizione di contro pareti di 1,90 m di altezza e la ridefinizione tecnologica delle super ci orizzontali assume il valore di “fodera” dello spazio architettonico, volta da un lato a risolvere i vincoli legati all’illuminazione, alla climatizzazione e alla sicurezza degli ambienti e delle opere, e dall’altro a non “intaccare” le strutture murarie esistenti. Lo stesso può dirsi della Pinacoteca. Tutto il complesso sistema di impianti necessario al funzionamento del museo contemporaneo si sottrae alla vista del visitatore nascondendosi dietro un traliccio strutturale in acciaio costituito da una complessa orditura metallica.

 

LA STORIA DELL’ISTITUTO

Nel 1419 un lascito testamentario del mercante fiorentino Francesco Datini diede l’avvio alla realizzazione nella città di Firenze di un grande istituto per i bambini abbandonati. La nuova struttura, prima al mondo nel suo genere, fu intitolata a Santa Maria degli Innocenti ed ebbe dal Comune tutti i privilegi goduti dagli altri enti ospedalieri cittadini. L’Arte della Seta – una delle sette corporazioni di arti e mestieri di Firenze – ebbe l’incarico dei lavori di costruzione e scelse come luogo su cui sarebbe sorto il nuovo Spedale un terreno nella ora centralissima piazza dell’Annunziata, lontano dal cuore civico-politico della città ma al centro della futura città medicea, vicino al convento di San Marco, alla Basilica dell’Annunziata e a Palazzo Medici.

L’Arte della Seta diede l’incarico del progetto a Filippo Brunelleschi e i lavori di fabbrica continuarono per buona parte del secolo XVI, ma i primi trovatelli furono accolti già nel 1445. Considerato ben presto un modello universale, lo Spedale, oggi Istituto degli Innocenti, ha portato avanti nei secoli il suo impegno, adeguandosi alle nuove normative sulla tutela dell’infanzia e della famiglia e contribuendo anche alla loro determinazione. Divenuto I.P.A.B. (Istituzione di Pubblica Assistenza e Beneficenza) dal 1890, l’Istituto è oggi una Azienda pubblica di Servizi alla Persona (ASP) e opera nell’assistenza all’infanzia con due asili nido, una scuola materna, tre case famiglia destinate all’accoglienza di bambini in affido e madri in difficoltà e alcuni uffici di ricerca dell’Unicef. Inoltre l’Istituto è divenuto Centro nazionale di documentazione e analisi sull’infanzia e l’adolescenza.

 

UN EDIFICIO PUBBLICO RINASCIMENTALE

Il progetto redatto da Brunelleschi fu eccezionale per le grandi dimensioni dell’edificio, che aveva come fulcro il Cortile degli Uomini, luogo di rappresentanza e di snodo di tutta la struttura. Brunelleschi, per rimarcare il legame con la città di Firenze, scelse di ingentilire la facciata che dava sulla piazza con un lungo portico. 

I committenti e i tanti benefattori dell’istituzione volevano che la nuova struttura fosse abbellita da opere d’arte: i responsabili dello Spedale si indirizzarono pertanto verso alcuni protagonisti di primo piano della scena artistica del Rinascimento Fiorentino. Così, per decorare gli ambienti più significativi del complesso, furono scelti artisti come Domenico Ghirlandaio e Piero di Cosimo o Luca e Andrea della Robbia. Molte opere di questi artisti sono ancora conservate nelle sale del nuovo Museo degli Innocenti.

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IL NUOVO MUSEO DEGLI INNOCENTI

Aperto il 24 giugno 2016, il Museo degli Innocenti (MUDI) offre al pubblico spazi espositivi rinnovati e più ampi, completati da nuovi servizi e attività per i visitatori. Il percorso interno al museo si incentra sul tema dell’accoglienza e illustra ai visitatori i sei secoli di attività e storia dello Spedale unendo arte, architettura, storia dell’infanzia e tutela dei diritti dei minori.

Il nuovo Museo si sviluppa su 1.456 mq di percorso espositivo disposti su tre livelli e altri 1.655 mq dedicati a eventi temporanei e attività educative, sempre legati al tema dell’infanzia e all’accoglienza.

Oltre all’area espositiva, il MUDI offre anche laboratori artistici, mostre temporanee, un punto accoglienza per turisti, convegni, attività di formazione, un bookshop specializzato per bambini e ragazzi e una caffetteria nella loggia quattrocentesca. Nel seminterrato si ripercorre la storia e l’evoluzione dell’Istituto degli Innocenti, mentre al piano terra viene illustrato il percorso architettonico dell’antico Spedale e i successivi interventi di ristrutturazione, legati anche ai mutamenti delle esigenze dell’accoglienza.

Al secondo piano, sopra il portico di facciata, c’è la Galleria che ospita il Coretto di preghiera delle balie e le opere d’arte più preziose, circa ottanta tra cui quelle di Sandro Botticelli, Domenico Ghirlandaio, Bartolomeo di Giovanni, Piero di Cosimo, Luca e Andrea della Robbia. Di quest’ultimo anche il simbolo dell’edificio, i dieci preziosi Putti policromi: nel 2015 furono rimossi dalla facciata, restaurati, esposti 6 mesi all’interno del Museo e finalmente ricollocati al loro posto lo scorso dicembre.

 

GLI INTERVENTI DI RESTAURO

Allo Spedale degli Innocenti i neonati venivano abbandonati sulla “ruota degli esposti”. Spesso i genitori, nella speranza di poterli riprendere quando la situazione familiare fossero migliorate, lasciavano addosso ai bambini un piccolo segno di riconoscimento: medagliette, nastri, coperte. Questi oggetti sono ora conservati all’interno di piccole teche con il nome del bambino a cui appartenevano e a loro è dedicata “la stanza della memoria”. L’intero spazio espositivo ha perciò una grande forza evocativa, accresciuta dalle volte di copertura e dall’impianto illuminotecnico. 

La riqualificazione di questi ambienti si è rivelata tecnicamente un cantiere complesso oltre che un intervento molto delicato, con tempistiche da rispettare anche in vista dell’inaugurazione. L’impresa incaricata degli interventi da effettuare sulle superfici del nuovo Museo è stata coadiuvata dall’Assistenza Tecnica Mapei.

Per realizzare la pavimentazione in continuo (superficie totale di 1.700 m2) è stata utilizzata la malta autolivellante a indurimento ultrarapido ULTRATOP a effetto naturale, in grado di realizzare pavimenti molto resistenti all’abrasione e al passaggio pedonale. Inizialmente il supporto di posa è stato primerizzato con l’appretto PRIMER SN, bicomponente a base di resine epossidiche senza solvente. Immediatamente dopo l’applicazione del primer, la superficie è stata spolverata a rifiuto con QUARZO 1:2 per consentire una perfetta adesione di ULTRATOP. La fase successiva ha visto l’applicazione della malta ULTRATOP scelta nel colore antracite.

ULTRATOP può essere utilizzato tale e quale o, come in questo caso, levigato lasciando al committente la scelta dell’effetto finale. Al termine dell’intervento, dopo avere levigato ULTRATOP con le apposite mole diamantate e sigillato i giunti di dilatazione precedentemente eseguiti con MAPESIL AC, sulla superficie è stato applicato MAPECRETE STAIN PROTECTION, trattamento oleoidro repellente antimacchia per superfici in calcestruzzo, pietra naturale, materiali lapidei e cementizi a base di polimeri organici in soluzione acquosa.

Lo stesso colore antracite è stato scelto dai progettisti per i pannelli in cartongesso delle gallerie del Museo (1.330 mq). In questo caso è stata effettuata una primerizzazione con il fondo pigmentato uniformante QUARZOLITE BASE COAT a base di resine acriliche in dispersione acquosa e con la finitura QUARZOLITE PITTURA. L’intervento è continuato con la stesura del rivestimento minerale in pasta ai silicati SILEXCOLOR MARMORINO. Il prodotto si utilizza quando è richiesta una finitura anticata tipica dei marmorini. SILEXCOLOR MARMORINO è stato campionato tono su tono da un rivenditore Colormap per ottenere lo stesso punto cromatico di ULTRATOP.

L’idea iniziale che ha guidato la progettazione era la volontà di intervenire attraverso un progetto rispettoso e consapevole del valore della preesistenza, ma allo stesso tempo deciso a mostrare la sua identità e la sua forza rinnovatrice. Tale principio ha guidato tutte le scelte progettuali e tecnologiche, cercando di evitare scelte scontate o apparentemente tradizionali, in favore di soluzioni innovative e originali. L’impiego della resina autolivellante Ultratop di Mapei rappresenta una scelta innovativa in grado di rendere il progetto riconoscibile e allo stesso tempo originale e in armonia con l’esistente. Il ricorso al Marmorino, per rivestire le contro pareti della parte interrata, rappresenta una scelta innovativa che ha lo scopo di offrire una nuova immagine architettonica del museo e contemporaneamente stabilire un dialogo e un contrasto con i pavimenti in resina Ultratop e con le antiche volte a crociera della fabbrica brunelleschiana.

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SCHEDA TECNICA INTERVENTO

Museo degli innocenti, Firenze

Progettista: Filippo Brunelleschi

Periodo di costruzione: 1421- 1445

Anno di intervento: 2016

Intervento mapei: fornitura di prodotti per il rivestimento dei pavimenti e la finitura delle pareti

Progettista museo: Ipostudio Architetti (Periodo di costruzione: 2012-2016)

Committente: Istituto Degl’Innocenti
Direttore lavori: arch. Carlo Terpolilli, arch. Elisabetta Zanasi

Impresa esecutrice: Mulinari Costruzioni Generali srl
Impresa di posa: Tekno Pav srl, Klindex Floor Treatment Specialist

Rivenditore mapei: Costruire Materiali Per L’Edilizia

Coordinamento Mapei: Massimo Lombardi, Roberto Migliorini, Denis Visani (Mapei SpA)

 

PRODOTTO MAPEI UTILIZZATI

Realizzazione dei rivestimenti: Mapecrete Stain Protection, Mapesil AC, Primer SN, Quarzo 1,2, Ultratop

Finitura delle pareti: Quarzolite Base Coat, Quarzolite Pittura, Silexcolor Marmorino

Per maggiori informazioni sui prodotti visitare il sito internet mapei.it 

 

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