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Copertura Arena di Verona. I tre progetti che hanno vinto il concorso e che non sono piaciuti a Vittorio Sgarbi

Copertura Arena di Verona. I tre progetti che hanno vinto il concorso e che non sono piaciuti a Vittorio Sgarbi

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Il Concorso Internazionale di idee per la copertura dell’Anfiteatro romano, patrimonio culturale nazionale e simbolo della città veneta, era stato bandito lo scorso marzo con l’obiettivo di garantire la protezione del monumento dagli agenti atmosferici e una sua migliore conservazione, migliorandone la fruibilità. 

Il Primo premio è stato assegnato al progetto del gruppo tedesco gmp Architekten e sbp – schlaich bergermann partner. La soluzione prevede un anello perimetrale poggiato sul bordo superiore dell’Arena e permette di raccogliere i teli di copertura, disposti su un solo ordine di cavi, consentendo un rapido mutamento di assetto da aperto a chiuso. Significativo appare il sistema di riavvolgimento dei cavi che può permettere di mantenere quasi completamente libero lo spazio aereo soprastante. Il riavvolgimento dei teli verso l’emiciclo a sud est genera una parte ad anello sempre coperta, la cui configurazione tuttavia interagisce in modo misurato con l’ellisse dell’Arena. La soluzione proposta, a copertura aperta, lascia quasi per intero visibile dalla cavea il tratto superstite svettante dell’anello esterno.

 

Il Secondo premio va al progetto del ATI con Capogruppo l’arch. Vincenzo Latina di Siracusa con l’ing. Stefano Saffirio, l’arch. Andrea Ruggeri e l’arch. Federica Maffioli. Il progetto propone una copertura che non altera i caratteri architettonici del monumento e l’anello strutturale posto in sommità richiama, verso l’interno un’idea di “portico sommitale”. Presenta una soluzione architettonica coerente con le strutture dell’Arena e definisce uno spazio appropriato nel rispetto della sua forma.

 

Terzo premio al progetto del ATI Italo/Spagnola con Capogruppo Roberto Gianfranco Maria Ventura (Codogno – Lodi) con Alfonso Ventura, Roberto Pagani, Marc Mogas, Jorge Roig Navarro, Fernando Alvarez Prozorovich, Miquel Angel Sala, David Truque Tuset, Marta Piana. La proposta progettuale poggia la copertura su un sistema di alti pali posti all’esterno dell’anello, evitando quindi ogni contatto e impatto diretto con l’Arena. Relativamente snelli e radi, i pali/sostegni si accostano ai fronti esterni formando l’immagine architettonica di una protezione di segno nitido e non invadente, pur costituendo un filtro costantemente presente all’immagine esterna dell’Arena. La copertura è costituita da teli, sostenuti da cavi riavvolgibili in un anello centrale che, pur se latamente ispirata ai velari degli anfiteatri romani, rappresenta una forte presenza visiva nello spazio aereo della cavea.

 

La copertura, anche se removibile, era stata fortemente voluta dal Sindaco di Verona, Flavio Tosi, ma secondo il critico dell’arte Vittorio Sgarbi si tratta di “un crimine, un’idiozia totale”. “Solo una mente malata poteva ideare una cosa del genere”, ha spiegato il critico d’arte al FQMagazine. “Farò di tutto affinché la mia protesta venga ascoltata dal Ministero. Non si toccano i monumenti storici. Pensavo che il progetto fosse stato abbandonato, invece sono riusciti ad arrivare in fondo. Che gli amministratori abbiano idee ridicole ci può anche stare, ma il peggio sono gli architetti che non si frenano di fronte a nulla”.

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Primo progetto classificato_gmp Architekten e sbp – schlaich bergermann partner

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Primo progetto classificato_gmp Architekten e sbp – schlaich bergermann partner

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Secondo progetto classificato_ATI con Capogruppo l’arch. Vincenzo Latina di Siracusa con l’ing. Stefano Saffirio, l’arch. Andrea Ruggeri e l’arch. Federica Maffioli

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Secondo progetto classificato_ATI con Capogruppo l’arch. Vincenzo Latina di Siracusa con l’ing. Stefano Saffirio, l’arch. Andrea Ruggeri e l’arch. Federica Maffioli

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Terzo progetto classificato_Capogruppo Roberto Gianfranco Maria Ventura (Codogno – Lodi)

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Terzo progetto classificato_Capogruppo Roberto Gianfranco Maria Ventura (Codogno – Lodi)

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