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Circolo Filologico a Milano. Verso una nuova giovinezza

Circolo Filologico a Milano. Verso una nuova giovinezza

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Il Circolo Filologico Milanese, fondato nel 1872, è la più antica associazione culturale del capoluogo lombardo e una delle prime in Italia, insignita nel 1962 dell’Ambrogino d’oro. Scopo statutario è quello di promuovere e diffondere la cultura e particolarmente lo studio delle lingue e delle civiltà straniere.

Inaugurata il 3 maggio 1908, la storica sede di via Clerici 10 fu realizzata su progetto dell’Architetto Luigi Perrone, ai tempi in carica presso l’Ufficio per i monumenti della Lombardia. Si tratta di un edificio chiaramente connotato dal gusto dell’epoca, in cui su un impianto di solida partitura eclettica, si innestano pregevoli episodi Liberty, che trovano nel grande velario cattedrale della sala convegni del piano rialzato, e nelle balconate in ferro battuto di questa, al piano primo, il loro momento di più arioso fascino. Ma, in generale, è tutto lo stabile a risultare degno di attenzione, anche perché interessante esempio primi ‘900 di tipologia specialistica destinata alla funzione culturale-didattica (con aule, sala convegni, sala lettura-studio, archivio biblioteca, uffici, …).
La naturale versatilità per dimensioni e altezza degli spazi, felicemente unita alla collocazione centralissima nel tessuto cittadino, ne hanno determinato di recente anche una nuova stagione quale apprezzata location per eventi (Fuori Salone, Expo 2015, …).

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Proprio per venire incontro a queste nuove esigenze, oltre che per adeguare lo stabile alle più recenti normative, il Circolo ha deciso di intraprendere un iter di messa a punto del progetto di restauro della propria sede, affidando l’incarico agli studi Luraschi Coordinamenti Tecnici (Ing. Davide Luraschi) e PiùdiTre (Arch. Claudio Sangiorgi), entrambi docenti a contratto presso il Politecnico di Milano.
In questo contesto, è stato elaborato un disciplinare di rapporto con aziende del settore, inteso a trasformare l’occasione del progetto in una partnership di sperimentazione al vero di soluzioni applicative nel campo del restauro. “La vecchia formula della sponsorizzazione non funziona più”, ci dicono convinti i due protagonisti. “Serve un progetto che vada al di là della singola occasione; che sia momento di test e di verifica – e di crescita – delle proprie competenze tecnico-gestionali d’impresa e che consenta di creare una rete attivabile anche su altre iniziative”.

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In accordo a questi principî i progettisti hanno ricercato rapporti con realtà altamente qualificate, sia aziende leader dettanti lo standard nei relativi mercati di riferimento, sia ditte di tradizione artigiana, rappresentative dell’eccellenza del made in Italy”. Un progetto di restauro e adeguamento normativo, infatti, implica sempre una stretta sinergia tra tecnologie e sistemi di certificata prestazione industriale e produzioni ad hoc, legate alla manualità pratica del saper fare della tradizione, pur innovata nei metodi e nelle procedure.
E’ secondo queste linee metodologiche che, dunque, nei prossimi mesi, al Circolo Filologico si lavorerà con: Artemide, Italmarble Pocai, Paral, Porcelanosa, Promat, Siniat, Stannah, Vetreria Landi.
L’iniziativa è stata presentata con successo di pubblico alla stampa, ad operatori del settore e profili istituzionali, nel corso di una serata dedicata mercoledì 25 maggio, presso la sala Liberty del Circolo.

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cover grande a lato | Lucernario del Salone liberty del Circolo Filologico di Milano, ph. Giovanni Dall’Orto

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