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Sei mesi di installazioni ed eventi sul Colle Palatino

Sei mesi di installazioni ed eventi sul Colle Palatino

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ph. Luigi Spina
Dal 24 giugno al 18 settembre con la mostra “Par tibi, Roma, nihil” l’arte contemporanea e l’archeologia si intrecciano negli spazi monumentali del Colle Palatino a Roma.
Il ciclo di eventi, promossi dalla Soprintendenza Speciale per il Colosseo e l’area centrale archeologica di Roma, Fondazione Romaeuropa, Nomas Foundation ed Electa, propone “un vero e proprio modello di fruizione e di valorizzazione“ come il Soprintendente Francesco Prosperetti, “a cui ispirare la gestione del patrimonio, in questi anni, da parte della Soprintendenza“.
“Par tibi, Roma, nihil” vuole risvegliare luoghi straordinari di Roma, nemmeno troppo conosciuti o frequentati, usando l’arte, il teatro e la musica come chiavi di rilettura, momenti di seduzione, occasioni di pensiero nuovo intorno al passato e alle sue vestigia, quali: le Arcate Severiane, il Colosseo, la Crypta Balbi, la Domus augustana, Palazzo Altemps, lo Stadio di Domiziano, le Terme di Diocleziano (aula ottagona e aula x), la Terrazza della Domus Severiana, Villa Borghese, Villa Farnesina, Villa Medici.

Tre artisti di fama internazionale (Kader Attia, Daniel Buren e Sisllej Xhafa) hanno il compito di progettare installazioni site specific, in empatia con gli spazi in cui si insediano, con le architetture con cui si confrontano e con la memoria che i luoghi evocano.
Kader Attia dedicherà un intervento a una statua femminile acefala, ritrovata dentro i Fori Imperiali, nell’area della Domus Augustana. Daniel Buren installerà un’opera monumentale sulla terrazza che sovrasta la Domus Severiana, visibile a chilometri di distanza, persino dai Castelli Romani: un segno forte e spettacolare, che unirà la città tutta e il cuore archeologico del progetto.
Infine Sislej Xhafa piazzerà una fontana alta 30 metri tra l’Arco di Costantino e il Colosseo, là dove si ergeva la celebre (e ormai scomparsa) Meta Sudans, imponente fontana di età flavia.

Questo progetto è esattamente ciò di cui avevamo bisogno. Siamo sempre stati bravi a valorizzare la straordinaria storia del nostro Paese, con i suoi depositi materiali e immateriali. Ma al contempo abbiamo il dovere, oggi, di far vivere questi luoghi. Valorizzando anche quel patrimonio di talenti, di maestri, di giovani artisti, di creatività nuova, su cui non abbiamo investito abbastanza. Roma ha bisogno di credere in se stessa, in quanto Capitale del mondo. Ha bisogno di riprendersi il ruolo che merita. Ed ha tutte le energie e le qualità, del passato e del presente, per poterlo fare“ afferma il Ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini in occasione della presentazione ufficiale del programma.

 

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