cover_lightforart3

Pulitura laser per Agnolo Gaddi. Basilica di Santa Croce a Firenze

Pulitura laser per Agnolo Gaddi. Basilica di Santa Croce a Firenze

03. Il sistema Thunder Art durante le operazioni di pulitura.

Il cantiere di restauro degli affreschi rappresentanti la Leggenda della Vera Croce, realizzati alla fine del XIV secolo sulle pareti della Cappella Maggiore della Basilica di Santa Croce a Firenze, opera della feconda bottega pittorica di Agnolo Gaddi, è nato grazie al concorso di molte forze economiche, tecnologiche e scientifiche. Il ciclo di affreschi si estende su una superficie di circa 1.000 metri quadrati e non aveva mai subito interventi moderni di restauro veri e propri. Si hanno notizie solo di una ricognizione eseguita dalla bottega del Benini nel 1946 e di un intervento della bottega Rosi-Tintori, dopo l’alluvione nel 1966, quando le acque dell’Arno raggiunsero il basamento delle pareti della Cappella. Molto chiare, invece, sono le tracce di interventi antichi, ottocenteschi, di cui peraltro non sussistono documentazioni o tracce storiche.


Una delle cause del degrado individuate, quella senz’altro più frequente negli affreschi, era la presenza di gesso, un prodotto di trasformazione del carbonato di calcio (il “legante” dell’affresco), dovuta principalmente all’interazione tra inquinamento e umidità atmosferica. Poiché questo processo causa la scomparsa del legante l’affresco “spolvera”, ossia perde pigmento, anche perché il gesso ha un volume molare doppio rispetto a quello del carbonato di calcio e, quindi, spinge il pigmento verso l’esterno. Oltre alla presenza di gesso, nelle stesure pittoriche si rilevavano molte esfoliazioni, soprattutto delle campiture ottenute con pigmenti a base di terre (verde, rosso e giallo), e danni di altro genere causati da vecchi fissativi, polvere, nerofumo e ritocchi pittorici ovunque. Da un punto di vista strutturale notevoli erano le crepe di assestamento delle murature e le infiltrazioni di acqua dall’esterno. A queste prime osservazioni sono seguite analisi scientifiche che hanno coinvolto il Laboratorio Scientifico dell’Opificio delle Pietre Dure, molte altre istituzioni del CNR e dell’Università, ed hanno consentito di arrivare ad una conoscenza oggettiva della situazione di degrado ai fini dell’elaborazione di scelte operative più consone alla risoluzione dei vari problemi conservativi.

In una zona circoscritta della cappella, in cui la pellicola pittorica era coperta da una patina grigiastra di origine organica di spessore vario e difficilmente rimovibile con sistemi chimici tradizionali, sono state effettuate alcune prove di pulitura laser.
Le aree interessate dalla sperimentazione laser si trovano nella zona absidale della Cappella Maggiore: nella parte inferiore di due vele della volta, in cui sono raffigurati rispettivamente San Giovanni Battista e San Marco, e nella zona sommitale sottostante la volta in concomitanza del rosone centrale, in cui sono raffigurati due angeli affrontati sullo sfondo del cielo, contornati da una decorazione con motivi floreali.
Nella zona corrispondente al rosone centrale le prove di pulitura laser sono state eseguite con un sistema laser Nd:YAG a due diverse durate di impulso (Short Free Running e Long Q-switch, sistema EOS COMBO di El.En. S.p.A.) ed hanno riguardato diverse campiture: _la base preparatoria di morellone applicato a fresco, su cui sono presenti residui di azzurrite applicata a secco, _le fasce decorative, in cui i motivi floreali sono eseguiti con bianco di calce, _il fondo della decorazione costituita da ematite o ocra rossa data a fresco con tracce sporadiche di azzurrite applicata a secco, ed infine i filetti eseguiti con bianco di calce, ematite o ocra rossa.
Sulla volta le campiture di azzurrite si presentano generalmente abbastanza integre, anche se occultate da una patina di colore grigio in corrispondenza delle vele di San Giovanni Battista e di San Marco. In questo caso le prove di pulitura laser sono state effettuate sfruttando lunghezze d’onda differenti. A tal fine sono stati utilizzati un laser Nd:Yag EOS 1000 LQS di El.En. S.p.A. con durata dell’impulso di 100 nanosecondi (λ= 1064 nm) ed un dispositivo Q-switch a tre lunghezze d’onda (λ= 1064 nm, 532 nm, 355 nm), THUNDER ART di Quanta System S.p.A.
Il confronto fra i risultati ottenuti e la valutazione dell’operabilità hanno portato a scegliere di completare la pulitura utilizzando esclusivamente la seconda armonica (λ= 532 nm) del laser Thunder Art, con una fluenza compresa fra 0.2 J/cm2 e 0.4 J/cm2.
L’ampia scelta di regimi temporali e lunghezze d’onda utilizzabili, che caratterizzano l’ampia gamma di sistemi laser ottimizzati per la pulitura di Beni Culturali del Gruppo El.En, permettono di affrontare e risolvere problematiche di pulitura su incrostazioni e substrati più diversi. In particolare, il laser EOS COMBO combina in un’unica apparecchiatura i due regimi SFR e LQS e consente, semplicemente premendo un tasto, di modificare le caratteristiche temporali del fascio emesso in modo da scegliere le migliori condizioni per una pulitura ottimale. Il sistema THUNDER ART, invece, è un sistema con impulso Q-switch con ben tre configurazioni possibili: una sola lunghezza d’onda infrarossa (1064 nm), oppure due, includendo anche la luce verde (1064 + 532 nm) e, infine, con la terza opzione della luce ultravioletta (1064 + 532 + 355 nm).

lightforart.it

 

01. A sinistra, campitura di azzurrite della volta della Cappella Maggiore di Santa Croce prima della pulitura, a destra particolare della campitura durante la pulitura laser.

02. A sinistra, prove di pulitura laser nella zona attorno al rosone; a destra, particolare della pulitura laser sul morellone su cui sono presenti residui di azzurrite.

 

04. Il Dott. Siano del CNR durante prove di pulitura laser sugli affreschi di Agnolo Gaddi.

05. Veduta della Volta.

You Might Also Like

No Comments

Leave a Reply

cover_lightforart3

Giacomo Balla. Con la tecnologia laser scoperto un dipinto sotto una spessa ridipintura.

cover_lightforart3

Pulitura di beni culturali. Nuovi sistemi laser si affacciano al mercato

© recuperoeconservazione | DELETTERA WP | DeLettera Editore s.a.s di Ivan Fiorino De Lettera & C. | P.IVA. 10077710159

AD99 Digital Agency Milano