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Villa Plinana a Torno. Consolidamenti e impermeabilizzazioni alla storica villa sul Lago di Como.

Villa Plinana a Torno. Consolidamenti e impermeabilizzazioni alla storica villa sul Lago di Como.

Immagine tratta dal libro “La Pliniana di Torno. Storia di una villa e di un mito sul lago di Como” di Fabio Cani, Alessandro Dominioni Editore, 2010

Il complesso monumentale di Villa Plinana a Torno è una tra le più antiche e suggestive del Lago di Como e per la sua posizione, isolata a ridosso della montagna e raggiungibile solo via acqua, ha alimentato negli anni leggende che le hanno dato un alone di mistero e di grande fascino. La villa è sottoposta a più vincoli, tra i quali quelli monumentale, idrogeologico e paesaggistico, e tutti gli interventi sono stati condotti in sintonia con la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Milano. Per l’impronta stilistica e architettonica, il progetto della villa è stato attribuito a Pellegrino Tibaldi o Galeazzo Alessi e datato 1573, ma anni fa, grazie alla scoperta di alcuni documenti, si è invece ipotizzato che l’architetto fosse Giovanni Antonio Piotti da Vacallo.

La villa, costruita intorno alla fonte intermittente, sorge lungo un’insenatura al confine orientale del Comune di Torno. La facciata è scandita da quattro ordini di finestre: quelle del piano nobile sono sormontate da timpani spezzati. Il piano nobile si affaccia direttamente sul lago ed è articolato in due corpi caratterizzati da grandi saloni separati da una loggia dorica a tre arcate sostenute da colonne binate. Poco sopra il livello del lago si trova un lungo corridoio, illuminato e arieggiato da aperture quadrate senza vetri, dal quale si accede agli scantinati, le cui fondamenta poggiano direttamente sulla roccia. Immediatamente al di sotto del primo piano, un’apertura ad arco permette il defluire delle acque che scendono dalla fonte pliniana. Alle spalle della loggia, oltre la corte, la fonte intermittente passa attraverso una nicchia in roccia spugna che copre la parete a monte della villa. Dopo il trasferimento degli arredi a Masino, nel 1983, la villa è rimasta vuota e disabitata, ma il materiale fotografico mostra ancora lo sfarzo dell’arredo e le decorazioni, come il soffitto a cassettoni nel primo salone del piano nobile o la fascia dipinta con quattordici ritratti di foggia ottocentesca a ricordo dei proprietari che testimoniano l’antico splendore della villa.

La sorgente intermittente all’interno del complesso architettonico è stata salvaguardata e valorizzata e i fabbricati che fanno parte del complesso della Pliniana hanno mantenuto l’uso residenziale, ricavando quattro suite nella villa e tre appartamenti negli edifici esterni. Il piano nobile e la cappella sconsacrata sono dedicati all’accoglienza degli ospiti, alla rappresentanza istituzionale e all’organizzazione di eventi, mentre sui resti di un edificio attestato fin dal catasto di Maria Teresa è stata costruita una piscina, la cui struttura si integra con l’ambiente circostante. Il restauro delle pitture e delle decorazioni lapidee e lignee, il recupero del piano nobile e la riproposizione della scala elicoidale, hanno mantenuto ed esaltato il valore storico-artistico degli spazi della villa.

 


ph. Alessandro della Savia




ph. Alessandro della Savia

Immagine tratta dal libro “La Pliniana di Torno. Storia di una villa e di un mito sul lago di Como” di Fabio Cani, Alessandro Dominioni Editore, 2010
L’intervento di restauro ha previsto inizialmente una radicale mappatura della struttura con tecnologie laser scanner e indagini diagnostiche con il fine di mettere in sicurezza gli edifici degradati e il loro restauro, mantenendone sempre inalterate le caratteristiche tipologiche, l’impianto di base, le superfici e le volumetrie, con una particolare attenzione rivolta al consumo energetico. Nell’ambito degli interventi, le scelte tecniche effettuate dalle imprese coinvolte sono state sempre concordate con la Soprintendenza ai Beni Architettonici ed eseguite nel rispetto dei criteri di conservazione storica della costruzione in base anche alle esigenze legate alla nuova destinazione d’uso.
La Pliniana presentava alcune zone colpite da fenomeni di umidità e alcune infiltrazioni nei locali interrati. Per risolvere questi problemi l’impresa e i progettisti incaricati hanno preferito contattare l’Assistenza Tecnica Mapei che ha effettuato in loco una serie di sopralluoghi e di analisi sui supporti e sui materiali in modo da poter proporre i prodotti e i sistemi più idonei per un intervento duraturo e di successo.

INTERVENTI PRIMO PIANO INTERRATO | I muri della zona al primo piano interrato addossato alla collina che sorge alle spalle della villa sono formati da roccia. Per la sistemazione delle infiltrazioni presenti soprattutto in questa zona la soluzione proposta ha visto l’applicazione sulle superfici interessate della malta bicomponente fibrorinforzata a elevata duttilità a base di leganti a reattività pozzolanica PLANITOP HDM MAXI, in abbinamento a MAPENET EM 40 (rete in fibra di vetro alcali resistente e preimpregnata), così da creare un intonaco “armato”. Il prodotto, grazie all’elevato contenuto di resine sintetiche, oltre ad avere un elevato valore di adesione al supporto, dopo l’indurimento forma uno strato compatto, impermeabile all’acqua ma permeabile al vapore.
Una volta miscelato e posato questo prodotto, è stata anche creata una canalina in opera al piede dello stesso muro per trattenere e far defluire le eventuali venute di acqua e le gocce da condensa. Dopo aver fissato lo scarico della canalina e stagionato il precedente intonaco, si è proceduto all’impermeabilizzazione delle superfici effettuata con MAPELASTIC FOUNDATION, malta cementizia bicomponente specifica per impermeabilizzare murature controterra. MAPELASTIC FOUNDATION è stato applicato a rullo in doppia mano per uno spessore finale di 2-3 mm. Precedentemente la superficie è stata trattata con il primer acrilico consolidante PRIMER 3296. In altri ambienti l’impermeabilizzazione è proseguita con il telo bentonitico per opere in sottoquota con battente idraulico inferiore ai 5 m MAPEPROOF LW. I teli bentonitici sono stati fissati alle pareti con le rondelle in polietilene MAPEPROOF CD e il cordolo bentonitico idroespandente per la sigillatura delle riprese di getto IDROSTOP B25. All’interno dei bagni e degli spogliatoi presenti in questa zona, l’impermeabilizzazione è stata effettuata con la malta cementizia bicomponente ad asciugamento rapido MAPELASTIC TURBO, così da evitare infiltrazioni future.

INTERVENTI SECONDO PIANO INTERRATO | Per quanto riguarda il secondo piano interrato, si è intervenuti per sigillare alcune crepe impiegando i prodotti della linea MAPE-ANTIQUE. Per la ricostruzione di porzioni di muratura mancanti è stata utilizzata MAPE- ANTIQUE STRUTTURALE NHL, malta da muratura a elevate prestazioni, esente da cemento e a base di calce idraulica naturale ed Eco-Pozzolana, armata con MAPENET EM 40. Per rinforzare le volte è stata utilizzata la malta PLANITOP HDM MAXI in abbinamento a MAPEGRID G 220, rete in fibra di vetro A.R. pre-apprettata a maglia quadrata, interponendo la rete tra due strati di malta. Per il risanamento dei muri del corridoio è stato applicato IDROSILEX PRONTO (ora PLANISEAL 88), malta cementizia osmotica idonea anche al contatto con acqua potabile. Sempre su questo piano è stata impermeabilizzata anche una piccola fontanella ornamentale con MAPELASTIC, malta cementizia bicomponente elastica per la protezione impermeabile del calcestruzzo.

INTERVENTI PIANO TERRA | È stato necessario anche effettuare un intervento di impermeabilizzazione sulla grande terrazza esterna al piano terra della villa. L’Assistenza Tecnica Mapei ha consigliato l’utilizzo della membrana poliureica ibrida bicomponente PURTOP 1000. Dopo la rimozione delle parti distaccate e la successiva pulitura, per migliorare l’adesione dei prodotti successivamente stesi, sul sottofondo è stato applicato il primer bicomponente a base di resine epossidiche PRIMER SN. La superficie a fresco è stata spolverata con QUARZO 0,25; depolverato il supporto si è proceduto con l’applicazione della membrana PURTOP 1000 con una spruzzatrice industriale bi-mixer ad alta pressione. Gli scarichi a pavimento sono stati sigillati con il nastro MAPEBAND SA incollato con ADESILEX PG4. Nel cortile interno la fontana e l’androne sotto i portici fronte lago sono stati impermeabilizzati con la malta cementizia MAPELASTIC TURBO.

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ph. Alessandro Della Savia

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