La Biblioteca Classense a Ravenna

La Biblioteca Classense a Ravenna

Chiostro minore. [ph. L. Tundo]

Lo straordinario miracolo dell’architettura antica è essere testimonianza umana del passato attraverso lo splendore del dato costruito che ancora oggi viviamo, in particolare quando questo è TESTIMONIANZA storica, culturale e di vita, in relazione a chi ha condiviso i medesimi luoghi per un continuo e sempre innovato senso e modo di abitarli. Condizione che si ha nel mantenimento o cambiamento della propria FUNZIONE nel TEMPO, non modificando la RICONOSCIBILIÀ dell’edificio in cui si rivela l’IDENTITÀ di un’intera comunità che in esso si riconosce.

Di questo è esempio la Biblioteca Classense di Ravenna, luogo in cui gli spazi hanno avuto la capacità FLUIDA di ospitare e far convivere nel tempo differenti funzioni, adattandosi nei secoli alle nuove esigenze di carattere, antropologico e sociale. Edificio che si riconosce nel prevalente carattere votato alla conoscenza, nato per mezzo della cultura ecclesiastica, come luogo di studio e custode di testimonianze archivistiche, documentali e bibliografiche.
Una complessa fabbrica in cui i più recenti interventi di recupero e restauro hanno sottolineato e implementato la qualità architettonica, riorganizzando il programma funzionale, unitamente al recupero statico, impiantistico e di accessibilità, unito al restauro conservativo di volte, apparati decorativi e delle pavimentazioni al fine di rendere riconoscibile ogni traccia dei rilevanti momenti storici d’intervento.
Le soluzioni progettuali adottate rivelano uno spiccato approccio SOSTENIBILE, in termini SOCIALI ed AMBIENTALI, quali la conservazione-valorizzazione del dato storico e la volontà di garantire nell’edifico una qualità di comfort psico-fisico e percettivo a tutti gli operatori e utenti che utilizzeranno gli spazi, diventando un ponte continuo fra passato e futuro, in richiamo al valore nazionale e internazionale che ha sempre contraddistinto la struttura.
Così come l’operosità di chi nei secoli ne ha ampliato e potenziato le strutture e i servizi, dagli abati camaldolesi che l’hanno creata, alle comunità locali. Oggi è lo stesso Comune di Ravenna che ha sostenuto l’ultimo programma di riqualificazione e restauro, finanziando quasi per metà gli interventi intrapresi dal 2001 ad oggi, suddivisi in tre stralci successivi. La terza parte ha avuto inizio i primi mesi del 2015, grazie il supporto della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna e la Regione Emilia-Romagna. I lavori avviati nel complesso sono seguiti da un team di tecnici guidati dall’arch. Giampiero Cuppini. […][l’articolo, a firma di Valentina Radi, è pubblicato su rec130_febbraio2016 >VAI al MAGAZINE ONLINE ]

La soluzione di totem e dell’arredo di scaffalature [ph. L. Tundo]

Bussola d’ingresso alle sale di lettura e consultazione da via Baccarini. [ph. L. Tundo]

Volta geodetica [ph. L. Tundo]

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