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La Villa Reale di Monza. Rinforzo e consolidamento

La Villa Reale di Monza. Rinforzo e consolidamento

Inaugurata a settembre e aperta al pubblico la Villa Reale di Monza dopo i lunghi e impegnativi interventi di ristrutturazione curati da Nuova Villa Reale Monza SpA, società controllata da Italiana Costruzioni SpA e partecipata da Malegori Comm. Erminio srl e Na. Gest. Global Service srl. In Italia il bando di Infrastrutture Lombarde (Regione Lombardia) per la progettazione, il restauro e la gestione della villa rappresenta in assoluto il primo caso di project financing di una realtà culturale pubblica.


Fu l’imperatrice Maria Teresa d’Austria a commissionare la costruzione – tra il 1777 e il 1780 – di quella che doveva essere la residenza estiva per il figlio Ferdinando d’Asburgo, governatore generale della Lombardia austriaca.
Il sito fu scelto per la sua bellezza, per la vicinanza a Monza e per la posizione strategicamente importante, lungo la direttrice Milano-Vienna, che passa esattamente al centro del palazzo. L’architetto Giuseppe Piermarini, che negli stessi anni progettò il Teatro alla Scala, disegnò un edificio con pianta a “U” in stile neoclassico secondo la tradizione della villa lombarda, ma ispirandosi nelle linee imponenti alla reggia di Caserta.
Al corpo centrale di rappresentanza vennero aggiunte due ali laterali per le stanze padronali e degli ospiti e altre due sezioni perpendicolari alla parte principale, destinate alla servitù, alle stalle e agli attrezzi, per un totale di quasi settecento stanze. Nel 1805, sotto il regno di Napoleone che aveva voluto realizzare attorno alla reggia il parco cintato più grande d’Europa, la villa divenne residenza del figliastro Eugenio di Beauharnais. La caduta di Napoleone riconsegnò la Villa Reale agli austriaci e quando il Lombardo-Veneto venne annesso allo Stato del Piemonte, la villa divenne la residenza di villeggiatura preferita di Umberto I, che la affidò alla direzione dell’architetto Majnoni per ornarla, restaurarla e migliorarla secondo il gusto dell’epoca. Nel 1900 Umberto I fu assassinato proprio a Monza da Gaetano Bresci e il nuovo re Vittorio Emanuele III non volle più utilizzare la Villa Reale, facendola chiudere e trasferendo al Quirinale gran parte degli arredi. Nel 1934, con Regio Decreto Vittorio Emanuele III fece dono della villa ai Comuni di Monza e di Milano. Le vicende successive alla Seconda Guerra Mondiale provocarono il decadimento del monumento. Oggi la Villa Reale è di proprietà congiunta del Comune di Monza, della Regione Lombardia e del Demanio dello Stato.

A partire da marzo 2012, quasi cento tra operai e restauratori sono stati impegnati nel restauro del corpo centrale di oltre 10.000 mq, con oltre 40 stanze, 2.000 mq di parquet, 3.000 mq di coperture, 800 mq di superfici lapidee e 1.200 m di impianti. Al piano terra, dopo il consolidamento delle strutture, si è intervenuti sulle pareti e sulle componenti lignee. Quest’area, decorata con mosaici in stile Liberty, è stata adibita alla ristorazione e all’accoglienza dei visitatori. Funge da nuovo ingresso e ospita il bookshop della villa, oltre a spazi ludici e formativi. Il primo piano nobile, che accoglie le sale di rappresentanza (la Sala delle Feste, quella degli Arazzi, del Trono, degli Uccelli), la sala da pranzo ufficiale e di famiglia e la Sala Bianca, ha mantenuto una vocazione legata agli eventi, ai convegni e ai ricevimenti. Qui l’intervento di restauro ha riguardato il consolidamento del cornicione della Sala delle Feste e la riqualificazione della Sala Bianca. I lavori più importanti hanno riguardato il secondo piano nobile, dove sono stati realizzati interventi di consolidamento, pulitura, messa in sicurezza, integrazione pittorica delle parti mancanti su volte, parquet e apparati lignei. Quest’area è divenuta un museo e la sede di grandi mostre.
Le sale del Belvedere, dove sono stati effettuati interventi di consolidamento e messa in sicurezza, sono state rivisitate dall’arch. Michele De Lucchi. Il Belvedere ospita la Triennale di Milano, che a partire da dicembre organizza workshop e attività espositive temporanee e permanenti. Sono stati restaurati e riportati all’antico splendore anche lo scalone d’onore e la facciata del corpo centrale della villa.

Nel corso dell’intervento Mapei ha collaborato con le imprese coinvolte, progettisti e soprintendenze attraverso la divisione Ricerca&Sviluppo nella messa a punto di prodotti in grado di soddisfare le particolari necessità di questo cantiere.
All’interno di Villa Reale l’Assistenza Tecnica Mapei era già intervenuta sul consolidamento delle strutture lignee della copertura del Salone del Belvedere e dell’Ala Nord proponendo e facendo utilizzare MAPEWOOD SYSTEM, sistema specifico per il restauro e il rinforzo di strutture in legno. Questa volta invece gli interventi effettuati hanno interessato il piano terra del corpo centrale della villa.
Inizialmente per ricostruire porzioni di muratura in fondazione mancanti, anche di grandi proporzioni, è stata utilizzata come malta da muratura ad elevate prestazioni meccaniche MAPE-ANTIQUE STRUTTURALE NHL. È una malta premiscelata, fibro-rinforzata, esente da cemento, a base di calce idraulica naturale ed Eco-Pozzolana, indicata per il risanamento di murature, per realizzare intonaci “armati” e allettamenti. In accordo alla norma EN 998-1, il prodotto è classificato come GP: “Malta per scopi generali per intonaci interni/esterni”, a prestazione garantita, di categoria CS IV. Inoltre, secondo la norma EN 998-2, il prodotto è classificato come G: “Malta da muratura a prestazione garantita per scopi generali per l’utilizzo esterno in elementi soggetti a requisiti strutturali”, di classe M 15, in quanto raggiunge una resistenza a compressione > 15 N/mm2.
Le murature del piano terra sono state poi rinforzate effettuando delle perforazioni orizzontali attraverso le quali sono state inserite delle barre in acciaio filettate, che sono state fissate da entrambi i lati con piastre di acciaio. I fori precedentemente realizzati per far passare le barre sono stati riempiti con MAPE-ANTIQUE F21, legante idraulico fillerizzato superfluido, resistente ai sali a base di calce ed Eco-Pozzolana, totalmente esente da cemento.
Le piastre sono state trattate con la resina epossidica bicomponente EPOJET e poi spagliate con sabbia, per una migliore l’adesione dell’intonaco, applicato successivamente.
A questo punto sulla muratura è stata fissata e distanziata dal supporto la rete apprettata in fibra di vetro alcali resistente MAPEGRID G 220, indicata per il rinforzo strutturale armato di supporti in pietra, mattoni e tufo. Su tutta la superficie è stato poi applicato a spruzzo l’intonaco realizzato con MAPE-ANTIQUE STRUTTURALE NHL in uno spessore di circa 4-5 cm.
I sistemi Mapei sono stati applicati anche per consolidare le volte in muratura, che presentavano elementi architettonici di particolare pregio. L’Assistenza Tecnica Mapei ha consigliato di procedere alla stuccatura di tutte le lesioni e delle discontinuità presenti sulla superficie muraria applicando la malta da muratura resistente ai sali, a base di calce idraulica naturale ed Eco-Pozzolana MAPE-ANTIQUE ALLETTAMENTO.Durante questa fase, sulle pareti sono stati inseriti anche dei tubicini in gomma morbida attraverso i quali sono state effettuate delle microiniezioni consolidanti mirate e localizzate con MAPE-ANTIQUE F21.

mapei.it

Perforazioni orizzontali per il passaggio delle barre in acciaio

Posizionamento delle piastre

Le piastre sono state trattate con la resina EPOJET

Sulla muratura è stata fissata la rete MAPEGRID G 220 e poi è stata applicato a spruzzo MAPE-ANTIQUE STRUTTURALE NHL

Il consolidamento delle volte in muratura è stato effettuato con microiniezioni di MAPE-ANTIQUE F21, previa stuccatura delle lesioni con MAPE-ANTIQUE ALLETTAMENTO

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