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Le dorature del Ghiberti. Al Battistero di Firenze la tecnologia laser per scoprire i segreti delle formelle

Le dorature del Ghiberti. Al Battistero di Firenze la tecnologia laser per scoprire i segreti delle formelle

Un particolare della Tentazione di Cristo durante il restauro [courtesy Opera di Santa Maria del Fiore, foto Antonio Quattrone].
L’oro nascosto da 600 anni nelle formelle della Porta Nord del Battistero di Firenze riemerge in tutto il suo splendore. L’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, su incarico dell’Opera di Santa Maria del Fiore, sta conducendo il restauro della Porta con risultati eccezionali e inaspettati: sotto le incrostazioni superficiali, infatti, sta tornando alla luce la doratura che rivestiva le parti in rilievo delle 28 formelle. A differenza della successiva Porta del Paradiso, sempre del Ghiberti, in cui le formelle sono totalmente dorate ad amalgama, per la Porta Nord l’artista decise di dorare solo i rilievi scultorei lasciando il fondo bronzeo. Questa contrapposizione di colori crea un effetto di grande impatto visivo con le figure plastiche che emergono nettamente dal fondo scuro.

La porta venne commissionata dalla Corporazione dell’Arte di Calimala che indisse nel 1401 un concorso per decidere chi ne dovesse essere l’esecutore. Lorenzo Ghiberti, a soli 23 anni, sbaragliò la concorrenza di artisti del calibro di Filippo Brunelleschi e Jacopo della Quercia e realizzò la porta fra il 1403 e il 1424.
L’esperienza maturata nel precedente restauro della Porta del Paradiso si è rivelata fondamentale per la progettazione e l’esecuzione di questo nuovo, importante intervento conservativo: la pulitura del fondo bronzeo viene effettuata meccanicamente tramite bisturi e strumenti ad aria compressa mentre il laser, integrato con tecniche più tradizionali, si è dimostrato tecnologia indispensabile per la pulitura delle parti dorate. Il laser, infatti, è capace di rimuovere l’incrostazione superficiale riportando alla luce la doratura sottostante senza danneggiarla né opacizzarla.
L’Opificio delle Pietre Dure sta operando con tre sistemi laser EOS COMBO di El.En. S.p.A. Questo sistema, un laser Nd:YAG con lunghezza d’onda di 1064nm, combina in un’unica apparecchiatura due diversi regimi temporali appositamente ottimizzati per il restauro di beni culturali: il regime Short Free Running (SFR, durata dell’impulso da 30 a 150 µs) e il regime Long Q-switch (LQS, durata dell’impulso 100ns). Premendo un tasto è possibile modificare le caratteristiche temporali del fascio emesso in modo da scegliere le migliori condizioni per una pulitura ottimale che permetta sia la rimozione dell’incrostazione superficiale che la salvaguardia della doratura ad amalgama. Il sistema EOS COMBO, inoltre, adotta fibre ottiche particolarmente maneggevoli e performanti ed un manipolo a focale variabile per un agevole utilizzo anche su parti riccamente modellate.
Dopo il restauro, il cui termine è previsto nell’ottobre 2015, il capolavoro del Ghiberti sarà esposto in modo permanente vicino alla Porta del Paradiso nel nuovo grande museo dell’Opera che verrà inaugurato in occasione del Convegno Ecclesiale Nazionale della Conferenza episcopale italiana.

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Il laser EOS COMBO utilizzato su un rilievo scultoreo dorato.

I restauratori durante la pulitura della Porta.

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