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Museo delle antichità egizie di Torino. Nuove catene attive per la galleria dei re.

Museo delle antichità egizie di Torino. Nuove catene attive per la galleria dei re.

Importanti strutture voltate costituiscono gli orizzontamenti su grandi luci, di circa 8-9 metri, a copertura del piano terreno e del piano primo delle maniche lato via Accademia delle Scienze e lato via Principe Amedeo (figura 1) del complesso architettonico denominato Palazzo del Collegio dei Nobili, sede del Museo delle Antichità Egizie di Torino (figura 2). Approfondimenti conoscitivi condotti sia a livello documentale che attraverso indagini sul manufatto hanno permesso di valutare la condizione degli elementi strutturali e di progettare i necessari interventi di consolidamento e rinforzo.

La manica lato via Principe Amedeo si presentava con catene estradossali poste ad un interasse di circa 4,00 metri nelle volte a copertura del piano terreno, e catene intradossali nelle volte a copertura del piano primo.

L’integrazione del sistema di catene esistenti si è resa necessaria per il contenimento delle azioni orizzontali delle volte ed è stata parte di un più ampio progetto che ha previsto anche l’intervento all’estradosso degli orizzontamenti voltati con la creazione di cappe di consolidamento e rinforzo in malta di calce compatibile con i materiali in sito.
In particolare le nuove catene sono state previste all’intradosso degli orizzontamenti voltati posti a copertura del piano terreno nella manica su via Principe Amedeo come evidenziato nella planimetria e sezione di progetto in figure 3 e 4.
Esigenze conservative della cortina muraria esterna in laterizio a vista hanno richiesto catene del tipo con ancoraggio “nascosto” (figura 5), in acciaio inossidabile, a garanzia della durabilità nel tempo.
Le nuove catene sono costituite da barre di acciaio inossidabile AISI 304 ad alta resistenza (fynom=650 N/mm2; ftnom=750 N/mm2) con sezione circolare di diametro 33,34 mm, lisce nella parte a vista e filettate, mediante processo di rullatura, in corrispondenza dei bulbi di ancoraggio e nella parte centrale per permettere il collegamento con manicotto tenditore (figura 6). Gli ancoraggi alle estremità sono realizzati con bulbi del tipo a iniezione controllata con calza, sono installati in perfori ciechi di diametro pari a 100 mm e risultano capaci di attivare un duplice meccanismo di adesione e ingranamento meccanico con il substrato (figura 7). La lunghezza efficace di ancoraggio è funzione dello spessore di muratura e varia, per le catene in oggetto, dai 1,250 ai 1,450 mm circa; questa misura corrisponde alla lunghezza dei bulbi di estremità, la parte centrale a vista varia tra i 7,00 e gli 8,00 metri.
Le operazioni di tesatura delle catene, condotte in due fasi successive distanziate nel tempo, hanno avuto inizio dopo 28 giorni dall’iniezione dei bulbi di ancoraggio, periodo, questo, necessario per la completa maturazione della specifica malta di iniezione.
L’azione di tiro nelle catene è stata contenuta in 50 kN; con questo livello di sollecitazione si può ancora procedere a tesare la catena in modo manuale, pur operando con cautela: la coazione è indotta per mezzo di una coppia esercitata mediante una chiave sul manicotto tenditore con filetto sinistrorso/destrorso posto in mezzeria a ciascuna catena (figura 8).

L’azione di avvitamento sul manicotto tenditore centrale permette di mettere in tensione la catena ma, anche con l’ausilio di una chiave dinamometrica ed una corretta relazione carico-coppia, funzionale sia al diametro della barra che al tipo di filettatura, le incertezze di misura legate agli attriti in gioco e ai non perfetti allineamenti dei tronchi di catena portano a sovrastimare o sottostimare il valore del carico applicato.
E’ consigliabile quindi procedere alla valutazione del carico che viene imposto, attraverso la lettura della deformazione della barra, ottenuta con estensimetri opportunamente posizionati nella sezione dell’acciaio e collegati a centralina digitale per una lettura in tempo reale delle deformazioni (figura 9).
Per ciascuno step di carico si ricavano – con opportune elaborazioni condotte secondo il metodo estensimetrico – le deformazioni impresse, i carichi assiali applicati, le sollecitazioni di trazione presenti e gli allungamenti delle catene.
La stessa metodologia può essere impiegata, con alcuni accorgimenti tecnologici, anche alle fasi successive di esercizio per un costante controllo del carico assiale delle catene nel tempo.

SCHEDA CANTIERE
Lavori di “Rifunzionalizzazione, restauro, ampliamento e messa in sicurezza del Museo delle Antichità Egizie di Torino
Ente Appaltante_Fondazione Museo delle Antichità Egizie di Torino
Impresa_Zoppoli & Pulcher, Torino
Progetto strutturale_I.C.I.S. srl, Torino
Controlli e monitoraggi_C-Spin,Bergamo
Materiali_Bossong spa, Bergamo

[l’argomento è trattato nell’ambito di un articolo di approfondimento tecnico-scientifico su Structural 193_gennaio con il titolo “Museo delle Antichità Egizie di Torino. Nuove catene attive per la Galleria dei Re.Tesatura e monitoraggio delle catene basati sul metodo estensimetrico” a cura di G. Donna, A. Baracco, C. Algeri, E. Poverello]
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1. Planimetria generale

2. Composizione del Palazzo del Collegio dei Nobili

3. Collocazione delle nuove catene nella volte della Galleria dei Re

4

5. Particolare catene e relativo ancoraggio alle estremità

6. Le nuove catene

7. Bulbi di ancoraggio alle estremità delle catene

8. Azione su manicotto tenditore con chiave inglese e controllo in linea del carico applicato

9. Estensimetro posizionato in corrispondenza dell

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