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La nuova copertura dell’abbazia di Santo Stefano ad Isola della Scala (VR)

La nuova copertura dell’abbazia di Santo Stefano ad Isola della Scala (VR)

Poco si sa della preesistente struttura, forse romanica, dell’antichissima Pieve di Isola della Scala, la cui origine è stata più volte accertata e documentata. La prima pietra della nuova parrocchiale venne posata il 25 aprile del 1578, per concludersi ben 41 anni dopo, nel 1619. La chiesa così costruita è orientata liturgicamente verso occidente e consiste in un’unica navata di eccezionale ampiezza (51,7 x 21,8 x 15,6 m). Lungo le pareti interne trova posto una decorazione parietale databile alla fine del Cinquecento e costituita da una sorta di “travata ritmica” d’ordine ionico che incornicia le varie nicchie laterali con altari, ricavate entro lo spessore murario della fabbrica. Le paraste ioniche che la caratterizzano, leggermente aggettanti sui lati della navata, sono arricchite da decorazioni ad affresco riproducenti candelabre ed altri motivi allegorici del tardo rinascimento.

All’esterno dell’edificio vi è una maestosa scalinata che dalla pubblica piazza conduce al sagrato, risalente ai primi dell’Ottocento, opera del noto architetto neoclassico Luigi Trezza.

L’INTERVENTO DI MANUTENZIONE SULLA COPERTURA
I recenti interventi conservativi e di restauro hanno riguardato anche la manutenzione della copertura. Da qualche tempo infatti, si notava in una porzione del tetto nella parte nord della chiesa abbaziale, uno spostamento delle tegole con la presenza di materiale terroso, la proliferazione di organismi vegetali e la presenza di nidi di piccioni; contestualmente si è constatato che nei periodi con abbondanti precipitazioni piovose, vi era un percolamento all’interno dell’edificio sacro proveniente dalla copertura.
Poiché in occasione del totale restauro del tetto, avvenuto circa trenta anni fa, si stese, sotto il manto di copertura in coppi, una guaina ardesiata impermeabilizzante, si ritiene che la funzionalità della stessa sia venuta a mancare a seguito dell’invecchiamento o anche di cause accidentali quali lo spostamento dei coppi da parte dei piccioni o la diffusione degli apparati radicali dell’erba cresciuta sul manto, causando l’infiltrazione d’acqua piovana all’interno della chiesa e provocando danni alle strutture e agli arredi.

Allo scopo di evitare che l’inconveniente provocasse danni più seri all’edificio, con conseguenze negative anche sulle decorazioni interne recentemente restaurate, il progettista ha ritenuto necessario e urgente provvedere alla manutenzione straordinaria della copertura stessa.
Con l’occasione è stata valutata l’opportunità di posare un adeguato strato di materiale isolante, per limitare le dispersioni di calore nelle stagioni fredde e proteggere la struttura dal calore provocato dal soleggiamento nelle stagioni calde.
La scelta è ricaduta sul pannello isolante ISOTEC di Brianza Plastica, per le sue alte prestazioni non solo termoisolanti, ma anche di impermeabilizzazione.
ISOTEC è infatti un sistema di isolamento termico in poliuretano espanso rigido per coperture a falde, i cui pannelli, in sequenza di posa, realizzano rapidamente un impalcato portante, termoisolante, impermeabile alle infiltrazioni accidentali del manto di copertura e microventilato, grazie al correntino in acciaio zincato di cui sono dotati.
Grazie al termoisolamento e alla microventilazione sottotegola, ISOTEC consente di ottenere un considerevole risparmio sulle spese di riscaldamento, fino a circa il 50%, permettendo di realizzare tetti energeticamente efficienti, una risorsa per il comfort abitativo e il risparmio energetico.
Tra i vantaggi, la rapidità ed economia di posa, anche in situazioni di tetti con falde non regolari, motivo che rende il prodotto particolarmente apprezzato dalle imprese di costruzione.
Il sistema ISOTEC, garantito 10 anni, è mappato e classificato secondo i criteri LEED® (Leadership in Energy and Environmental Design) offrendo ai progettisti una valida scelta costruttiva, in accordo con i criteri di certificazione internazionali.

FASI DI INTERVENTO
rimozione del manto di copertura in coppi e accurata selezione del materiale reimpiegabile, pulitura dei coppi da incrostazioni e depositi di muffe e licheni con spazzole di saggina e acqua, nonché accatastamento degli stessi nell’ambito del cantiere;
verifica dello stato di consistenza e funzionalità del manto impermeabilizzante e rimozione se in condizioni fortemente degradate o in alternativa pulitura dell’estradosso e riparazione delle parti manifestatamene danneggiate;
pulitura del manto di sottocoppo da depositi del materiale accumulatosi nel tempo nel caso in cui si è proceduto alla rimozione totale del manto impermeabilizzante esistente;
fornitura e messa in opera di guaina impermeabilizzante nel caso in cui si è proceduto alla rimozione totale del manto impermeabilizzante esistente o, in alternativa, stesura di guaina sulle porzioni di copertura dove è stata rimossa la guaina deteriorata;
controllo e verifica della funzionalità del sistema di parafulmine con verifica degli ancoraggi delle strutture sulla copertura, verifica dei collegamenti dei dispersori, sostituzione delle parti deteriorate e non più recuperabili;
posa di pannello isolante ISOTEC in poliuretano rivestito in alluminio, spessore 8 cm, con traliccio metallico per l’aggancio dei coppi a canale;
posa del manto di copertura in coppi con riutilizzo degli esistenti recuperati e integrazione a completamento con elementi di recupero o nuovi eseguiti a mano analoghi agli esistenti;
– trattamento di tutte le parti lignee a vista (gronde esterne) con prodotti antimuffa e antiparassitario, dati a due mani con pennello;
– verifica della funzionalità della lattoneria: pulizia da depositi incoerenti, verifica del fissaggio e della sigillatura dei canali di gronda e dei pluviali, verifica della funzionalità delle converse e delle scossaline.

SCHEDA CANTIERE
Intervento | manutenzione ordinaria della copertura dell’edificio chiesastico ed intervento di restauro conservativo della facciata principale
Luogo | Isola della Scala, Verona
Gruppo di progettazione | arch. S. d’Aumiller – Progetto e Direzione Lavori; ing. L. Sandrini – Responsabile dei Lavori. Coordinatore Sicurezza in fase progettuale ed esecutiva; arch. F. Bissa e ing. M. Lanza – Collaboratori
Imprese | Cavalier Francesco Lavelli, San Benedetto di Lugana (VR) -Nicola Gelio Restauro Lapideo, Sant’Anna d’Alfaedo (VR)
Inizio lavori | giugno 2013
Fine lavori | settembre 2013

FOCUS PRODOTTO
ISOTEC è un sistema di isolamento termico in poliuretano espanso rigido per coperture a falde, progettato per essere applicato sia nel campo del recupero di tetti d’epoca sia nelle nuove costruzioni. Il pannello è conformato a battenti e incastri contrapposti che lo rendono facilmente manovrabile, facilitandone e velocizzandone la posa in quota. I pannelli, in sequenza di posa, realizzano infatti rapidamente un impalcato portante, termoisolante, impermeabile alle infiltrazioni accidentali del manto di copertura e, grazie al correntino in acciaio zincato di cui è dotato, microventilato. Questo sistema richiede il rispetto di semplici regole di installazione e il rigoroso utilizzo degli accessori di completamento alla posa, in dotazione.
Posato correttamente, ISOTEC permette di realizzare tetti energeticamente efficienti, una risorsa per il comfort abitativo ed il risparmio energetico.

Foto: Diego Fabris

brianzaplastica.it

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