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Diagnostica e pulitura delle superfici. Il Mobile Lab e la Nano 3

Diagnostica e pulitura delle superfici. Il Mobile Lab e la Nano 3

Palazzo di Caterina San Pietroburgo
La stagione 2012/2013 ha visto il marchio Ibix protagonista dei due principali appuntamenti fieristici dedicati al restauro: Restauro a Ferrara e DNA.Italia a Torino. Due occasioni per confrontarsi con lo stato dell’arte nel campo della conservazione delle superfici. Ferrara ha salutato con entusiasmo la presentazione del Mobile Lab un kit di diagnosi che permette un’analisi efficace dei materiali direttamente in cantiere. Uno strumento di grande utilità per professionisti, restauratori, tecnici che diventano così protagonisti degli aspetti diagnostici del loro lavoro e più consapevoli nell’ottica dei test di laboratorio.

Gli utenti del Mobile Lab otterranno la stampa di una relazione tecnica completa con un semplice click del mouse.

Dedicata ai restauratori è la pulitrice Ibix Nano 3, stessa funzionalità delle macchine più grandi con strumenti innovativi specifici per il mondo della conservazione.
Tre le versioni della piccola Nano offerte ai professionisti:
Nano 3 Plus (macchina superaccessoriata con sistema di attacco rapido “Quick connect”, due pistole intercambiabili con sistema H2O ed ugello a vortice Helix)
Nano 3 Kit, dotata di uno speciale serbatoio a svuotamento totale, alla macchina si aggiunge la valigetta inerti, in un solo strumento un piccolo compendio del restauro by Ibix; e infine la nuova penna in carburo di tugsteno, una micro-punta estremamente duratura che unisce una straordinaria precisione a una resistenza irraggiungibile per le punte in ceramica.

Ad aprile, DNA.Italia ha invece ospitato il convegno Le superfici nobili dell’architettura. Pulitura e trattamenti durante il quale l’azienda di Lugo ha presentato l’eccezionale intervento di conservazione di vari siti maltesi con le sue apparecchiature aero-meccaniche, effettuato in seguito alla diagnosi generale del restauratore Michele Tedesco, l’ingegner Andrea Benedetti e l’architetto Andrea Grilletto in accordo con La Soprintendenza competente.
Il principale ostacolo che subito si è presentato era l’impossibilità di utilizzare l’acqua; la percentuale di sali in essa contenuti, infatti, avrebbe danneggiato le delicate superfici storiche dell’isola. Si è perciò operato un intervento a secco con uso di carbonati e almandite.
E’ stata impiegata la pistola Helix, un particolare sistema a vortice elicoidale che rende l’intervento sulla pietra maggiormente delicato inclinando il punto di tangenza dell’inerte. “Abbiamo operato nel totale rispetto della fragile pietra maltese, assicurando una pulitura uniforme e non troppo repentina, ed ultimo, ma non meno importante, abbiamo risparmiato molto sui costi di trasporto e demineralizzazione dell’acqua” sottolinea il restauratore Michele Tedesco. “La macchina ha dato un risultato di uniformità incredibile in termini di rispetto della patina antica”.

ibix.it

Mobile Lab

Louvre

Malta

Washington Dc. Complesso del Campidoglio

Restauro Trono arcivescovile, Grecia

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