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Opere in copertura. San Michele Arcangelo a Mattaleto

Opere in copertura. San Michele Arcangelo a Mattaleto


Le prime notizie del borgo di Mattaleto, nei dintorni di Langhirano nel parmense, risalgono al 927. La chiesa sembra sia stata fondata, inizialmente come cappella, addirittura nel periodo longobardo, al quale risalirebbe la devozione antichissima a San Michele Arcangelo. Se ne hanno notizie costanti fino al XVIII secolo, quando ne venne ordinata la ricostruzione nelle forme in cui la vediamo oggi. Ancora, sul finire del XIX secolo, la chiesa viene sottoposta a un rinnovo generale, che vede coinvolti gli spazi interni, le decorazioni delle superfici e la facciata.
Chiusa per tre anni a seguito dei danni strutturali causati dal terremoto del 23 dicembre 2008, grazie ad un finanziamento regionale la chiesa è stata oggetto di un intervento di restauro, consolidamento e miglioramento antisismico che ne hanno consentito la riapertura e la restituzione alla comunità locale.
I lavori hanno previsto il consolidamento dell’estradosso delle volte, delle lesioni verticali e della guglia del campanile, il restauro del cornicione interno della chiesa, delle superfici dipinte, delle cornici in stucco e dei capitelli, ma soprattutto il miglioramento antisismico consistente nell’apposizione di tiranti metallici posti sia a livello del sottotetto che al di sopra del cornicione interno della chiesa e collocate lungo le pareti longitudinali.

IL RECUPERO DELLA COPERTURA
I lavori sono proseguiti con il restauro e il miglioramento antisismico delle coperture, la cui struttura presentava notevoli lesioni dovute all’azione del tempo e del terremoto. I progettisti hanno optato per un tetto ventilato per ridurre al minimo le spese di manutenzione future e hanno scelto il pannello ISOTEC di Brianza Plastica che con il suo correntino in acciaio, che garantisce anche la resistenza statica del pannello, funziona come supporto per la posa del manto di copertura ed evita gli scivolamenti causati da un eventuale sisma. Inoltre, il sistema Isotec è estremamente semplice e veloce da posare, richiede normali utensili da cantiere e non necessita di manodopera specializzata. Come prima cosa si è proceduto allo smontaggio del manto doppio in coppi. Quelli recuperabili sono stati opportunamente puliti. Sono poi state sostituite o integrate, dove necessario, le travi di banchina (dormienti in legno) con elementi in legno di rovere che sono stati fissati sulla testata dei muri con fissaggi chimici. Anche alcune terzere, travi di displuvio e di colmo sono state sostituite sempre con elementi in legno di rovere che ha buone caratteristiche di durezza e di resistenza alle intemperie. Ovviamente tutti i legnami di nuova fornitura come quelli esistenti sono stati trattati con prodotto antitarlo. Le parti in legno che costituiscono la struttura primaria sono state collegate tra loro con profili metallici, mentre quelle che costituiscono l’orditura secondaria sono state collegate con tasselli secondo le indicazioni del progetto esecutivo di miglioramento antisismico. Le testate delle terzere e della trave di colmo, in corrispondenza della prima campata di volta della navata centrale e dell’abside, sono state collegate alle pareti trasversali della chiesa con profili metallici e capo-chiave e/o piastre. Completamente rimessi in opera i travetti e il tavolato sul quale è stata successivamente stesa e fissata la guaina di protezione Elytex-N di Brianza Plastica su cui sono stati montati i pannelli isolanti ISOTEC scelti nello spessore di 60 mm in accordo con quanto richiesto dalla Soprintendenza. Dopo aver montato gronde, converse e pluviali in rame, sono stati ancorati ai listelli di ISOTEC i coppi a canale addentellati preformati e, successivamente, sono stati rimessi in opera i coppi di manto recuperati dallo smontaggio e ancorati tra loro con ganci in rame. Tutte le testate dei muri e le cornici del sottogronda sono state restaurate conservando gli intonaci esistenti e in parte integrandoli.progetto | arch. Giovanni Signani, arch. Barbara Zilocchi
direzione lavori ! arch. Giovanni Signani, arch. Barbara Zilocchi
impresa esecutrice | S.G.C. Sistemi Geocostruttivi, Parma
inizio-fine lavori | febbraio 2011 – settembre 2011FOCUS PRODOTTO
ISOTEC è un sistema di isolamento termico in poliuretano espanso rigido per coperture a falde, progettato per essere applicato sia nel campo del recupero di tetti d’epoca sia nelle nuove costruzioni. Il pannello è conformato a battenti e incastri contrapposti che lo rendono facilmente manovrabile, facilitandone e velocizzandone la posa in quota. I pannelli Isotec, in sequenza di posa, realizzano infatti rapidamente un impalcato portante, termoisolante, impermeabile alle infiltrazioni accidentali del manto di copertura e, grazie al correntino in acciaio zincato di cui è dotato, microventilato. Questo sistema richiede il rispetto di semplici regole di installazione e il rigoroso utilizzo degli accessori di completamento alla posa, in dotazione.
Posato correttamente, ISOTEC permette di realizzare tetti energeticamente efficienti, una risorsa per il comfort abitativo ed il risparmio energetico.

I VANTAGGI
Isolamento termico | La sua anima interna è in poliuretano espanso, attualmente tra i migliori isolanti termici esistenti.
Microventilazione sottotegola | Il correntino in acciaio zincato, integrato nel pannello, presenta dei fori che consentono lo smaltimento di eventuali infiltrazioni accidentali e la microventilazione di aria dalla gronda al colmo.
Risparmio energetico | Grazie al termoisolamento e alla microventilazione sottotegola, consente di ottenere un considerevole risparmio sulle spese di riscaldamento, fino a circa il 50%.
Seconda impermeabilizzazione | Il sistema, se posato correttamente, risulta essere un’ottima seconda impermeabilizzazione contro le infiltrazioni accidentali nella copertura.
Rapidità ed economia di posa | ISOTEC realizza un impalcato portante e facilmente pedonabile, grazie al correntino metallico di cui è dotato.
Garanzia 10 anni.

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