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Ancoraggi con calza. La cupola del Buon Pastore a Brescia.

Ancoraggi con calza. La cupola del Buon Pastore a Brescia.


Pregevole esempio del barocco bresciano, la Chiesa di Santa Maria della Carità, più conosciuta come «chiesa del Buon Pastore» per la vicinanza con l’omonimo monastero, fu abitato dalle suore di clausura fino al 1998 e oggi occupato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore. Edificata a partire dal 1640 su progetto dell’architetto Agostino Avanzo, la struttura subì importanti rifacimenti dal 1730. La pianta dell’edificio è ottagonale con un asse principale favorito dall’allineamento dell’ingresso e del grande altare maggiore. Esternamente la facciata della chiesa è di genere tradizionale e non tradisce la conformazione ottagonale interna. Il colore dominante è l’ocra, che diventa giallo chiaro in corrispondenza delle lesene, che dividono la facciata in due ordini: lesene doriche su quello inferiore e corinzie su quello superiore. Sull’asse centrale si aprono il portale d’ingresso e, al di sopra, un grande finestrone rettangolare, mentre un timpano triangolare corona l’intera facciata.

La muratura, a paramento unico con più di un metro di spessore, è costituita da elementi in pietra di calcare compatto di grandi dimensioni con interposto pietrame di piccola taglia, con lavorazione a spacco; l’apparecchiatura della muratura è irregolare, senza ricorsi e con vuoti distribuiti.
Nel tempo i collegamenti lignei che garantivano il contenimento delle spinte orizzontali delle volte contrapposte costituenti il guscio ottagonale hanno perso l’originaria efficacia ed hanno provocato i cedimenti testimoniati dalle profonde fessure fendenti gli spicchi della cupola e dalle importanti crepe visibili sugli affreschi interni. Si è quindi reso necessario un intervento di consolidamento e restauro della Chiesa finanziato dalla Fondazione Cab – Istituto di cultura «Giovanni Folonari» d’intesa con la parrocchia della Cattedrale, affiancata dall’Associazione Amici della chiesa di Santa Maria della Carità, costituita per l’occasione.

INTERVENTO DI CONSOLIDAMENTO
Le esigenze specifiche del progetto hanno reso necessaria l’esecuzione di prove di estrazione in situ preliminari alle opere di consolidamento realizzate. La finalità è di poter indagare e valutare l’effettiva resistenza offerta dai bulbi di ancoraggio e del paramento in muratura in pietra in quel particolare contesto. In seguito alle prove effettuate e alla valutazione dei risultati ottenuti è stata ricercata la soluzione che meglio potesse garantire un giusto compromesso tra sicurezza e conservazione. L’esigenza di dotare gli ancoraggi di piastre d’estremità, finalizzata all’efficace contenimento delle porzioni di muratura interessate, è stata risolta inserendo le piastre sottotraccia e nascondendole col ripristino della superficie intonacata.
La tecnologia adottata per il consolidamento consiste nell’inserimento all’interno dello spessore della muratura, previa perforazione, di un ancoraggio iniettato con calza, costituito da barre in acciaio inossidabile ad alta resistenza avvolte da una calza in tessuto nella quale viene iniettata, a bassa pressione, la specifica malta.
Il riempimento graduale della speciale calza in tessuto, posizionata intorno alla barra, durante l’iniezione fino a completa saturazione, permette l’adattamento alla forma del substrato e garantisce così un’ efficace connessione alla muratura da consolidare.
In particolare, l’intervento di consolidamento della cupola è stato realizzato mediante l’installazione di ancoraggi orizzontali, passivi, inseriti in perfori passanti, di lunghezza totale variabile da 10,30 m a 14,00 m; gli elementi di rinforzo sono stati posizionati alla quota di imposta della cupola in corrispondenza dei lati dell’ottagono su due livelli sfalsati con l’incrocio in corrispondenza di ciascuno spigolo degli spicchi della cupola.
L’effetto di cerchiatura, ad anello chiuso, necessario per contrastare le spinte orizzontali delle volte contrapposte è stato ottenuto col sormonto delle barre rettilinee nelle zone di ancoraggio alle estremità.

CARATTERISTICHE TECNICHE
ANCORAGGI > mod. GBOS 24-70 P costituiti da barra tipo GBOS 24/304 in acciaio inossidabile AISI 304 con filettatura continua su tutta la lunghezza, complete di calza per il controllo dell’iniezione della malta, appositi tubicini di iniezione, connessioni (manicotti di giunzione) in acciaio inossidabile AISI 316 (A4) e malta Presstec specifica per iniezioni con calza
ACCESSORI > piastre di ancoraggio di estremità mod. BS-PLATE in acciaio inossidabile AISI 304 inclusi dado e controdado
di Elena Poverello, Lucio Baldan

Chiesa di Santa Maria della Carità del Buon Pastore
Committente: Fondazione CAB – Brescia
Progettazione: Ing. Lucio Baldan – BALSERING s.a.s – Brescia
Perforazione e Posa: Diamantech – Nuvolento (Bs) – Installatore di Zona
Fornitura e consulenza tecnologia Bossong: Bossong spa – Grassobbio (Bg)

bossong.it
L’intervento è visibile nella sezione Video Gallery del sito Bossong
TG Architettura: http://www.bossong.com/sito/videogallery.aspx

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Uffizi, la Sala della Niobe. Lavori di consolidamento della struttura di sostegno del pavimento.

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